Ultraviolette F77 Mach 2, prova in pista in India
La sportiva elettrica ha girato vicino a Bengaluru con 30 kW, 155 km/h e la nuova modalità Ballistic+
La Ultraviolette F77 Mach 2 è stata provata su un kartodromo vicino a Bengaluru, in India. La versione aggiornata della moto elettrica ha affrontato il tracciato con la nuova modalità di guida Ballistic+.
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La prova sul kartodromo
Il circuito utilizzato per il test misura circa 1,2 chilometri. In India i grandi impianti permanenti sono pochi e spesso molto distanti, tanto che alcuni appassionati raggiungono questa pista dopo trasferte lunghe fino a 600 chilometri.
In configurazione Ballistic+ la risposta dell’acceleratore diventa più immediata rispetto alla modalità Ballistic. La potenza massima non cambia in modo sostanziale, ma l’erogazione risulta più pronta e il collegamento tra comando e ruota posteriore appare più diretto.
Glide e Combat hanno caratteristiche diverse: la prima privilegia l’efficienza e attenua molto la risposta, mentre la seconda offre un comportamento più tranquillo. Soluzioni di questo tipo sono pensate anche per il traffico delle grandi città indiane, dove procedere lentamente e contenere i consumi può avere un peso maggiore rispetto all’uso europeo.
Comportamento e frenata
La F77 Mach 2 si lascia guidare con facilità e non trasmette la sensazione di essere una moto di piccola cilindrata. La ciclistica è equilibrata e le sospensioni lavorano in modo armonico, anche se il monoammortizzatore appare un po’ rigido nella prima parte della corsa.
Il peso dichiarato è di 207 kg, ma durante la marcia non si avverte in maniera marcata. La massa emerge soprattutto quando si frena alla fine del rettilineo principale, dove la moto supera di poco i 100 km/h. Per un utilizzo sportivo, l’impianto potrebbe offrire un mordente maggiore; l’ABS, invece, interviene in modo ben calibrato sia davanti sia dietro.
Batteria e prestazioni
La moto utilizza un accumulatore da 10,3 kWh e 48 V, progettato internamente da Ultraviolette. Le celle arrivano da fornitori esterni, mentre il resto del pacco è realizzato in India. La struttura è certificata IP67 e integra sistemi di controllo dedicati alla sicurezza elettrica, termica, meccanica e software.
Il propulsore raggiunge 30 kW di picco, equivalenti a circa 40 CV, e sviluppa 9,5 kW continui. La coppia massima è di 100 Nm. La velocità dichiarata arriva a 155 km/h, mentre secondo la procedura ECE R309.01 il valore è di 144 km/h; l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede circa 7 secondi e quella fino a 60 km/h 2,8 secondi.
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L’autonomia indicata arriva a 231 km nell’impiego urbano e si ferma a circa 143 km nei percorsi extraurbani più impegnativi. Per passare dal 20 all’80% della carica servono circa due ore e mezza. Il caricatore è fornito insieme alla moto, ma non può essere trasportato a bordo per ragioni di spazio.
Dotazione e sviluppo del modello
La dotazione comprende il sistema Violette AI per le funzioni collegate alla connettività, tre modalità di guida e quattro impostazioni per il controllo della trazione, compresa la possibilità di disattivarlo. La frenata rigenerativa dispone di dieci livelli regolabili dai comandi al manubrio.
Il Dynamic Stability Control coordina la rigenerazione con l’ABS per ridurre il rischio di perdita di aderenza della ruota posteriore nelle decelerazioni più intense. Sono presenti anche la retromarcia e il Park Assist, che muove lentamente la moto in avanti o indietro a circa 3 miglia orarie, pari a poco meno di 5 km/h.
Il telaio combina acciaio e alluminio, mentre il forcellone è in acciaio. La forcella rovesciata e il monoammortizzatore, prodotti dall’azienda indiana Gabriel, consentono la regolazione del precarico. Le ruote da 17 pollici montano pneumatici MRF Steel Brace da 110/70 all’anteriore e 150/60 al posteriore; la sella è alta 800 mm.
Dieci anni di Ultraviolette
Ultraviolette è nata nel 2016 a Bengaluru e nel 2019 ha avviato il progetto della prima F77, arrivata sul mercato nel 2022 dopo i rallentamenti legati alla pandemia del 2020. Per una nuova azienda indiana, sviluppare internamente gran parte della tecnologia e utilizzare componenti prodotti nel Paese ha rappresentato un percorso complesso.
La F77 è diventata il modello che meglio sintetizza questa strategia: trasformare competenze tecnologiche sviluppate in India in una moto destinata anche ai mercati internazionali. Nel corso dello sviluppo sono state abbandonate alcune soluzioni iniziali, tra cui il forcellone monobraccio e la batteria estraibile, troppo pesante da rimuovere facilmente.
La gamma comprende anche la F77 SuperStreet, molto vicina alla Mach 2 nella tecnica ma dotata di un manubrio più alto e in un unico pezzo. La moto provata ha inoltre ricevuto aggiornamenti elettronici rispetto all’esemplare guidato tre mesi prima, a conferma dell’evoluzione continua del progetto e dell’attenzione riservata ai riscontri degli utenti.
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