MotoGP 2027, qualifiche nel caos: 22 piloti in 15 minuti
Il nuovo programma riduce il tempo complessivo in pista, ma concentra la pressione su due sessioni decisive per le griglie di partenza.
Il vero interrogativo del nuovo format MotoGP non riguarda soltanto il numero di minuti trascorsi in pista, ma il rischio di concentrare 22 piloti nello stesso momento decisivo. Dal 2027, infatti, due sessioni da appena un quarto d’ora potrebbero trasformarsi in una continua lotta tra giri veloci, bandiere gialle e possibili episodi di intralcio.
Ventidue piloti lanciati contro il tempo
Il programma ufficializzato per la classe regina prevede una modifica importante rispetto al sistema attuale. Una sessione stabilirà la griglia della Sprint, mentre il Q1 porterà i migliori 12 concorrenti al Q2, che definirà gli altri piazzamenti. In entrambe le occasioni, tutti avranno soltanto 15 minuti per cercare il tempo decisivo.
Oggi il Q1 coinvolge 12 piloti, mentre l’accesso diretto al Q2 viene determinato dai risultati delle Prove. Negli ultimi 20 minuti di quella sessione molti piloti si dedicano già al giro lanciato, ma il contesto è diverso: dal 2027, in due momenti del fine settimana, l’intero gruppo sarà costretto a spingere al massimo in uno spazio temporale molto ristretto.
La conseguenza più delicata potrebbe riguardare la gestione del traffico. Errori, cadute e rallentamenti rischiano di moltiplicare le bandiere gialle, rendendo più complesso anche il lavoro della Direzione Gara sui casi di intralcio, compresi quelli non intenzionali.
Un giro cancellato può cambiare tutto
In una finestra così breve, anche un pilota di vertice potrebbe compromettere la propria posizione sulla griglia senza avere responsabilità dirette. Se uno o più giri veloci venissero annullati per una bandiera gialla, recuperare il tempo perduto sarebbe quasi impossibile: il segnale impone prudenza e limita inevitabilmente la possibilità di realizzare un crono competitivo nel settore interessato.
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Non è ancora chiaro se le norme sulle bandiere gialle saranno riviste in vista del 2027. Resta però il fatto che i piloti dovranno combinare la massima prestazione con una correttezza assoluta, peraltro in due sessioni che non assegnano punti ma possono condizionare l’intero fine settimana.
Meno minuti, più pressione
Sul piano quantitativo, il nuovo assetto riduce il tempo complessivo dedicato alle sessioni della MotoGP. Tra il 2023 e il 2026 il totale è pari a 160 minuti, oltre alle due gare e agli eventuali 15 minuti aggiuntivi affrontati dai due piloti che raggiungono il Q2 passando dal Q1. Dal 2027 si scenderà a 130 minuti per tutti e a 145 per i 12 promossi dal Q1.
Il cambiamento arriva quattro anni dopo l’introduzione delle Sprint del sabato, che aveva raddoppiato le partenze e aumentato gli impegni agonistici dei piloti. Secondo l’analisi del nuovo format, la riduzione del tempo in pista non elimina la pressione: la concentra in sessioni più brevi, con il possibile effetto di griglie rimescolate e rimonte obbligate.
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