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Motori 4 min di lettura1 ora fa

Porsche cambia marcia: prezzi più alti e nuove sportive in arrivo

Il piano al 2035 ridisegna la gamma tra motori termici, ibride plug-in ed elettriche, con forti tagli ai costi e un obiettivo di maggiore redditività

Un rialzo medio del 20% per i modelli di punta e una gamma più esclusiva sono tra le leve con cui Porsche vuole recuperare redditività. Il costruttore tedesco punta su vetture più personalizzabili, meno dipendenti dai grandi volumi e capaci di generare un valore superiore per ogni esemplare venduto.


Il conto economico detta la svolta

Nel medio periodo Porsche prevede ricavi compresi tra 41 e 45 miliardi di euro e un margine operativo tra il 10% e il 15%. Sul lungo termine l’ambizione è stabilizzarsi al 15% di margine operativo e raggiungere un margine di cassa del 12%, facendo leva su un’offerta più redditizia, su prezzi medi più elevati e su una struttura finanziaria più efficiente.

Il direttore finanziario Jochen Breckner ha spiegato che la strategia dovrà aumentare il valore medio delle auto e migliorare la generazione di cassa. Il punto di equilibrio dovrà inoltre scendere sotto la soglia delle 200 mila vetture, mentre il gruppo intende ridurre del 20% le varianti disponibili per concentrare risorse e investimenti sui prodotti con maggiore attrattiva commerciale.


Tagli pesanti per ripartire

La riorganizzazione coinvolgerà anche il personale. Il piano concordato con i rappresentanti dei lavoratori prevede 9.000 posti in meno nel medio periodo, una diminuzione del 40% delle posizioni manageriali e una riduzione del 25% degli addetti alle funzioni dirette e indirette, con un traguardo strategico fissato al 30%.

Michael Leiters, amministratore delegato di Porsche, ha indicato nella solidità finanziaria la priorità dell’azienda. Le misure dovrebbero abbassare di circa il 10% il costo del lavoro e legare maggiormente premi e bonus ai risultati ottenuti. Dal 2028 il gruppo intende inoltre sottoporre agli organi societari un programma di partecipazione azionaria riservato ai dipendenti.


La gamma guarda in tre direzioni

La futura offerta non sarà interamente elettrica. Porsche continuerà a sviluppare contemporaneamente motori a benzina, sistemi ibridi plug-in e propulsori a batteria, con nuovi investimenti sia nelle tecnologie termiche ed elettrificate sia negli accumulatori di prossima generazione.

Taycan, Macan e Cayenne resteranno i principali rappresentanti della linea elettrica, ma saranno affiancati da modelli con motori tradizionali e ibridi. La collaborazione con Audi verrà rafforzata attraverso l’impiego delle architetture PPE e PPC, così da condividere tecnologie e contenere la complessità industriale.


Arrivano Suv e supercar

Tra le novità più rilevanti figura un Suv previsto per il 2028, destinato a convivere con la Macan elettrica. Sarà disponibile con motorizzazioni a combustione e ibride plug-in, senza sostituire il modello a batteria; secondo le previsioni interne, dal 2029 potrebbe contribuire in modo consistente alle vendite e ai risultati economici.

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Nello stesso periodo sono attese le nuove 718 Boxster e Cayman, che resteranno completamente elettriche. Porsche sta inoltre valutando un veicolo di categoria superiore alla Cayenne, mentre il piano contempla una supersportiva con motore centrale collocata sopra la 911. Il progetto, indicato come Mission S, sarà presentato come concept il 15 ottobre e dovrebbe raccogliere l’eredità tecnologica di Carrera GT e 918 Spyder.


Più carattere, meno dispersione

La 911 continuerà a occupare una posizione centrale nell’identità del marchio, con nuove versioni ad alto contenuto emozionale. L’obiettivo dichiarato è portare il carattere sportivo tipico della coupé anche negli altri segmenti e proporre almeno un modello capace di rappresentare Porsche ogni anno fino al 2030, nell’ambito del programma Sportwagenschmiede ’35.

Il rafforzamento riguarderà soprattutto i segmenti D ed E, considerati più redditizi e meno esposti alle oscillazioni della domanda: nel medio periodo il loro peso nel portafoglio dovrebbe crescere di circa il 45%. La casa non intende però moltiplicare senza criterio le configurazioni; al contrario, ridurrà le combinazioni e valorizzerà personalizzazione, Exclusive Manufaktur e Sonderwunsch.


Meno attività fuori dal cuore

Per concentrare capitali e competenze sulle auto sportive, Porsche ha ceduto le partecipazioni in Rimac e Bugatti Rimac e ha raggiunto un accordo per la vendita della società di consulenza MHP. Sono inoltre previste la chiusura delle attività di sviluppo e produzione di Cellforce Group, Porsche eBike Performance e Cetitec e l’integrazione di Porsche Engineering e Porsche Digital in Porsche Technologies.

Anche i costi industriali dovrebbero ridursi sensibilmente. Tempi di sviluppo più brevi, minore complessità e una maggiore condivisione delle linee produttive dovrebbero portare a un calo fino al 20% delle spese per i nuovi modelli; le uscite legate a vendita e distribuzione sono stimate in diminuzione del 20%, mentre nuovi materiali potrebbero ridurre di circa il 10% il costo dei progetti rispetto ai piani precedenti.


La filosofia è «Value over volume»

Il piano nasce dopo un 2025 difficile, chiuso con vendite in calo del 10% e una contrazione del 26% in Cina. Leiters ha sintetizzato la nuova impostazione con la formula «Value over volume»: meno dipendenza dalle quantità e maggiore attenzione al margine generato da ogni vettura.

La promessa è costruire l’auto più sportiva in ciascun segmento presidiato, mantenendo insieme esclusività, personalizzazione e sostenibilità economica. In questa prospettiva, l’aumento dei listini dei modelli al vertice e il rafforzamento dei programmi su misura dovranno sostenere il margine, mentre la nuova strategia punta a riportare Porsche tra i marchi automobilistici più desiderabili al mondo.

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