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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Bollo e auto usate: il confine degli 80 kW cambia i prezzi

Le vetture meno potenti possono beneficiare dell’agevolazione, mentre il mercato registra più passaggi su modelli anziani e una crescita ancora limitata delle alimentazioni elettrificate.

Le auto da 81 kW, equivalenti a 110 CV, restano fuori dall’agevolazione sul bollo e rischiano di perdere rapidamente valore rispetto alle versioni da 75 o 80 kW dello stesso modello. Il confronto fiscale può quindi spingere i venditori a praticare sconti più consistenti su queste motorizzazioni.


Gli 80 kW diventano decisivi

Per un’automobile da 80 kW, il beneficio annuo sul tributo regionale si colloca indicativamente tra 200 e 250 euro, con variazioni legate alla Regione di residenza e alla classe Euro. La convenienza, però, può riflettersi sul prezzo richiesto: una maggiore domanda per le versioni agevolate consente ai proprietari di contenere la svalutazione o di aumentare il valore dell’annuncio.

L’Unrae guarda con attenzione agli effetti della misura. L’associazione delle Case estere ha ricordato che il decreto Sostegno, attualmente all’esame del Parlamento, prevede 2,3 miliardi di euro nel 2027 per compensare l’esenzione parziale, ai quali si aggiungono 1.460 milioni di economie del PNRR. La soglia degli 80 kW non considera né emissioni né anzianità del veicolo: secondo l’organizzazione, l’intervento dovrebbe essere ricalibrato per favorire decarbonizzazione e sicurezza stradale.


Le auto anziane conquistano spazio

Nel frattempo, il mercato dell’usato italiano mostra un rafforzamento delle vetture più datate. A settembre 2026 i trasferimenti di proprietà sono stati 284.708, l’1,2% in meno rispetto allo stesso mese precedente, ma la componente delle auto con almeno 20 anni continua a crescere.

I veicoli tra 20 e 29 anni hanno raggiunto il 17% delle pratiche, contro il 15,4% di settembre 2025. Le automobili con oltre 30 anni rappresentano invece il 2,9% del totale, con un aumento di 0,2 punti percentuali. Il quadro suggerisce una maggiore ricerca di soluzioni dal costo iniziale contenuto, in una fase caratterizzata da listini del nuovo elevati e da una capacità di spesa più limitata.

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Elettrificate in crescita, ma lentamente

Diesel e benzina conservano insieme circa tre quarti del mercato. Le ibride, tuttavia, salgono al 12% delle compravendite, segnando un incremento annuo del 22,5%; le elettriche restano ferme a una quota ridotta, pari all’1,4%, pur crescendo del 20,1% su base annua.

Il divario tra interesse per tecnologie più recenti e possibilità economiche rimane evidente. Le auto vecchie possono offrire costi d’ingresso inferiori e, in determinati casi, vantaggi fiscali o assicurativi legati ai registri storici; una parte degli automobilisti continua inoltre a preferire motori tradizionali, percepiti come più semplici da mantenere.


Il ricambio resta una sfida

La diffusione di vetture datate presenta però conseguenze anche oltre il prezzo d’acquisto. Un parco composto in larga misura da modelli Euro 3 o precedenti rallenta il passaggio verso veicoli meno inquinanti e lascia molti automobilisti senza i più recenti dispositivi di assistenza alla guida.

In Italia, ogni 100 automobili nuove vendute corrispondono a 213 trasferimenti di proprietà di veicoli usati. La crescita di ibride ed elettriche conferma che la domanda di mobilità più sostenibile esiste, ma l’accesso a queste tecnologie rimane soprattutto alla portata di chi dispone di risorse sufficienti per sostenerne il costo.

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