T40 e T40 Black, la Bonneville cambia scala: cosa offre la nuova 400
Triumph amplia la famiglia Bonneville con due monocilindriche da 400 cc: stile classico, dotazione tecnologica completa e guida accessibile con patente A2.
La nuova coppia firmata Triumph prova a rendere più accessibile uno dei nomi storici del marchio senza ridurlo a una semplice replica in scala. Bonneville T40 e T40 Black portano infatti il linguaggio estetico della casa britannica su una base da 400 cc, abbinando richiami agli anni Sessanta, una dotazione elettronica articolata e una posizione di guida pensata anche per chi è alle prime esperienze.
Una dotazione sorprendente per la cilindrata
Dietro il quadrante dall’aspetto rétro si nasconde uno schermo circolare TFT da 4 pollici. Il conducente può scegliere anche la grafica Heritage, progettata per ricordare il tachimetro delle moto d’epoca, senza rinunciare alle informazioni offerte dalla strumentazione digitale.
La gestione della connettività passa dal comando sinistro e dall’app Triumph Navigation. Sul display possono comparire mappe, indicazioni di svolta e percorsi GPX; completano il quadro una presa USB-C e i controlli per musica e telefonate. Di serie arrivano anche il controllo della velocità di crociera, tre modalità motore — Road, Rain ed Eco — e due configurazioni personalizzabili.
A occuparsi della sicurezza sono ABS e controllo della trazione, entrambi assistiti da una piattaforma inerziale capace di mantenerne attive le funzioni anche in curva e a moto inclinata. È una dotazione che porta sulle T40 soluzioni normalmente associate a modelli di categoria superiore.
Il monocilindrico punta sulla facilità
Il propulsore è l’ultima evoluzione del motore TR Series da 400 cc, raffreddato a liquido e adattato all’impostazione della Bonneville. La potenza raggiunge 32 CV a 7.000 giri, mentre la coppia massima è di 36 Nm a 5.000 giri.
La taratura privilegia la risposta ai regimi inferiori e intermedi, così da rendere più immediate le riprese nel traffico e sulle strade extraurbane. Il terminale di scarico di tipo peashooter accompagna il monocilindrico con una sonorità pulsante, mentre il regime minimo è stato impostato per un funzionamento regolare e contenuto.
Entrambe le moto possono essere guidate con patente A2. Triumph punta quindi a coinvolgere anche chi sta costruendo la propria esperienza su due ruote, mantenendo però il carattere riconoscibile della famiglia Bonneville.
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Due interpretazioni dello stesso classico
La T40 propone tre combinazioni cromatiche bicolori: Aegean Blue/Fusion White, Meriden Blue/Tangerine Orange e New England White/Jet Black. I serbatoi sono completati da filetti applicati a mano, mentre la cura dei particolari si ritrova nelle alette della testata, nei carter spazzolati e nella ghiera del collettore.
La T40 Black sceglie invece un’impostazione più discreta, con carrozzeria nelle tonalità Matt Pewter Grey e Matt Phantom Black. Carter, scarico e cerchi sono neri; a interrompere l’uniformità restano i raggi in acciaio lucidato.
Il richiamo alla tradizione passa anche dalla forma del serbatoio a goccia, dai supporti laterali per le ginocchia, dal faro circolare e dai cerchi a raggi. Il motore rimane visibile al centro del telaio, mentre la parte posteriore utilizza la classica coppia di ammortizzatori.
Assetto accessibile e uso quotidiano
La ciclistica combina una forcella tradizionale con cerchi in alluminio da 18 pollici davanti e 17 pollici dietro. La sella è posta a 790 mm dal suolo, ma può scendere a 770 mm scegliendo l’elemento optional dedicato.
Il peso in ordine di marcia è di 191 kg. La posizione in sella è verticale e rilassata, mentre il cavalletto centrale fornito di serie semplifica le soste prolungate e gli interventi di pulizia o lubrificazione della catena.
Con l’arrivo delle T40, le varianti costruite sulla piattaforma da 400 cc salgono a sei. La nuova proposta amplia così la presenza di Triumph in una fascia compatta, conservando il nome Bonneville e distinguendo le due versioni soprattutto attraverso finiture e dotazioni estetiche.
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