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Motori 4 min di lettura1 ora fa

Porsche cambia marcia: la Macan torna termica e arriva una supercar

La svolta più inattesa riguarda la Macan: dal 2028 il modello dovrebbe tornare a proporre motori termici e ibridi ricaricabili, affiancando la versione completamente elettrica.

La svolta più inattesa riguarda la Macan: dal 2028 il modello dovrebbe tornare a proporre motori termici e ibridi ricaricabili, affiancando la versione completamente elettrica. Porsche corregge così la strategia degli ultimi anni e prepara una gamma più selettiva, con meno varianti, maggiore personalizzazione e una nuova supersportiva a motore centrale destinata a collocarsi sopra la 911.


La Macan riapre il capitolo termico

L’annuncio rientra nel piano di rilancio guidato dall’amministratore delegato Michael Leiters e presentato durante il Porsche Capital Markets 2026. La nuova Macan termica e ibrida ricaricabile dovrebbe affiancare quella elettrica a partire dal 2028, con l’obiettivo di contribuire in modo significativo a vendite e redditività già dal 2029.

La scelta rappresenta un cambio di direzione rispetto all’idea di una gamma sempre più concentrata sui modelli a batteria. Porsche aveva già indicato l’arrivo di un nuovo Suv compatto con motore a combustione e tecnologia ibrida, ma l’ipotesi di utilizzare ancora il nome Macan ha sorpreso il mercato. Il progetto potrebbe poggiare sulle piattaforme PPE e PPC sviluppate con Audi, collaborazione che Leiters intende rafforzare.

Accanto alla Macan, la casa tedesca manterrà comunque una forte presenza elettrica. La nuova generazione di 718 Boxster e Cayman resterà completamente a batteria e dovrebbe debuttare nel 2028, mentre Taycan, Macan e Cayenne continueranno a presidiare il fronte dei modelli elettrici. La strategia, quindi, si articolerà su tre tecnologie: benzina, ibrido ricaricabile ed elettrico.


Una supercar oltre la 911

Il progetto più ambizioso è una sportiva con motore centrale costruita su una piattaforma inedita. Il modello, indicato come Mission S e atteso il 15 ottobre sotto forma di concept, dovrebbe diventare il nuovo riferimento tecnologico e prestazionale della gamma, riportando Porsche nel territorio occupato in passato da Carrera GT e 918 Spyder.

La 911 continuerà però a mantenere un ruolo centrale. Il piano prevede nuove versioni ad alto contenuto emozionale per ampliare la famiglia della sportiva simbolo del marchio. Allo stesso tempo, Porsche sta valutando un Suv di categoria superiore alla Cayenne, con l’intenzione di aumentare il peso dei segmenti D ed E, considerati più redditizi e meno esposti alle oscillazioni della domanda: nel medio periodo la loro incidenza sul portafoglio dovrebbe crescere di circa il 45%.

Leiters ha riassunto la nuova impostazione con la formula “più valore, meno volumi”, indicando una priorità diversa dalla semplice crescita delle consegne. La casa vuole ridurre del 20% il numero delle varianti e concentrare risorse e investimenti sui modelli più desiderabili, redditizi e riconoscibili.


Meno versioni, più personalizzazione

La razionalizzazione non comporterà soltanto una riduzione dell’offerta. Porsche punta a rendere ogni vettura più caratterizzata, con un ricorso maggiore alla personalizzazione e ai programmi Exclusive Manufaktur e Sonderwunsch. L’obiettivo dichiarato è trasferire il carattere della 911 a tutte le famiglie del marchio, proponendo un modello particolarmente sportivo in ciascun segmento presidiato.

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Per sostenere questa impostazione, la società interverrà anche sulle attività non considerate centrali. Sono state cedute le partecipazioni in Rimac e Bugatti Rimac, mentre è stata raggiunta un’intesa per la vendita della società di consulenza MHP. Il piano prevede inoltre la chiusura delle attività di sviluppo e produzione di Cellforce Group, Porsche eBike Performance e Cetitec; Porsche Engineering e Porsche Digital confluiranno invece in Porsche Technologies.


Tagli e obiettivi finanziari

Il piano di riorganizzazione prevede 9.000 posti di lavoro in meno nel medio periodo. Le posizioni manageriali dovrebbero diminuire del 40%, mentre l’organico impegnato nelle funzioni dirette e indirette calerà del 25%, con un obiettivo strategico fissato al 30%. Secondo quanto illustrato dall’azienda, il pacchetto porterà a una riduzione di circa il 10% del costo del personale e collegherà maggiormente premi e bonus ai risultati conseguiti.

Dal 2028 Porsche intende inoltre proporre ai dipendenti un piano di partecipazione azionaria. I costi di sviluppo dei nuovi modelli dovrebbero scendere fino al 20% grazie a tempi più rapidi, minore complessità e alla produzione di più vetture sulle stesse linee. Sono attese riduzioni del 20% anche per le spese di vendita e distribuzione, mentre materiali diversi consentiranno di abbassare di circa il 10% il costo dei progetti rispetto ai piani precedenti.

Sul fronte economico, nel medio periodo il gruppo conferma un margine operativo compreso tra il 10 e il 15% e ricavi tra 41 e 45 miliardi di euro. Nel lungo termine l’obiettivo è raggiungere un margine operativo del 15% e un margine di cassa del 12%, facendo leva su un valore medio più elevato per vettura, su una gamma più redditizia e su una struttura di costi e capitale più efficiente.


Listini più alti per i modelli top

La nuova strategia coinvolgerà anche i prezzi. Porsche prevede infatti di aumentare di circa il 20% il listino medio dei modelli di punta, così da sostenere la redditività attraverso vetture più esclusive e un maggiore valore per ogni unità venduta.

La revisione arriva dopo un 2025 difficile, segnato da una contrazione del 10% delle vendite globali e da un calo del 26% in Cina. Proprio la debolezza dei volumi della Macan, finora il modello più venduto di Zuffenhausen, ha contribuito alla decisione di affiancare alla versione elettrica nuove motorizzazioni termiche e ibride.

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