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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Michele Pirro, la GP15 ha avviato i successi della Ducati

A EICMA 2026 il collaudatore ha parlato di sviluppo, frenata e collaborazione tecnica con Galfer.

Michele Pirro ha indicato nella Ducati GP15 l’origine del ciclo di successi della Casa italiana in MotoGP. Il collaudatore ne ha parlato a EICMA 2026, durante un incontro allo spazio Galfer.

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La base tecnica della Ducati

La GP15 è stata la prima Desmosedici sviluppata dopo l’arrivo di Gigi Dall’Igna. Secondo Pirro, quella moto ha rappresentato il punto iniziale di un percorso tecnico proseguito con i risultati ottenuti negli anni successivi.

Nel corso dell’intervista, il pilota pugliese ha spiegato che il lavoro Ducati non è stato costruito sulle necessità di un solo corridore. L’obiettivo è stato individuare un assetto equilibrato, in grado di adattarsi a caratteristiche e stili di guida differenti.


Il lavoro con Galfer

Pirro ha descritto anche la collaborazione con Galfer nello sviluppo della Ducati V2 Future Champ, progetto nel quale l’azienda svolge il ruolo di partner tecnico per l’impianto frenante.

Per il collaudatore, avere al fianco un fornitore capace di intervenire in tempi rapidi ha permesso di affrontare i problemi emersi durante le prove e nel corso della stagione. Il confronto diretto con i tecnici e i riscontri raccolti dai piloti hanno orientato l’evoluzione delle soluzioni adottate.

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Potenza e controllo in frenata

La discussione si è concentrata anche sulle caratteristiche richieste a un sistema frenante da competizione. Oltre alla capacità di arrestare la moto e alla continuità della risposta sulla leva, Pirro ha posto l’accento sulla possibilità di dosare l’intervento e correggerlo durante la frenata.

L’evoluzione della guida ha reso questo aspetto ancora più rilevante: oggi i piloti mantengono il freno più a lungo nella fase che precede l’ingresso in curva. Per questo servono risposte prevedibili e facilmente gestibili anche quando le sollecitazioni cambiano.


Dalla pista alle moto stradali

Durante l’incontro è stato citato anche lo sviluppo di un nuovo disco Shark destinato all’impiego stradale. Il componente nasce dall’esperienza maturata con la tecnologia utilizzata in Moto2 e dovrà essere adeguato alle sollecitazioni più elevate tipiche delle moto Superbike.

La collaborazione punta così a trasferire sulle motociclette per uso quotidiano conoscenze e soluzioni sperimentate nelle competizioni. L’attività di sviluppo prosegue attraverso i test in pista e i riscontri forniti dai piloti.

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