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Marchi europei, crollo del 21% nel mercato auto cinese

Nei primi otto mesi sono state immatricolate 11,3 milioni di vetture; le marche locali hanno raggiunto il 66,21%.

Il mercato automobilistico cinese ha registrato un calo del 21% nel 2026 rispetto all’anno precedente. Nei primi otto mesi sono state immatricolate 11,3 milioni di vetture, circa 3 milioni in meno su base annua.

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Produzione alta e domanda in calo

La frenata ha coinvolto l’intero settore, ma ha colpito soprattutto i costruttori stranieri. La domanda interna non ha assorbito i volumi prodotti e molti concessionari si sono ritrovati con piazzali ancora pieni di automobili invendute.

A guadagnare spazio sono state le aziende cinesi, sostenute dalla preferenza crescente degli automobilisti locali per i modelli nazionali. Le marche del Paese controllano ora il 66,21% delle immatricolazioni complessive, una quota che ha ridotto il peso dei gruppi europei nel loro mercato di riferimento.


Volkswagen e Volvo arretrano

Tra i marchi più penalizzati c’è Volkswagen, che ha perso il 31% della propria quota. Volvo ha registrato una contrazione del 28%, mentre per Citroën, Peugeot, Smart, Mini, Jaguar e Lotus la riduzione è arrivata al 35%.

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Il ridimensionamento riguarda quindi sia i costruttori generalisti sia quelli presenti nelle fasce più alte del mercato. Il risultato è un quadro molto diverso da quello degli anni in cui la Cina rappresentava uno dei principali motori di crescita per le case automobilistiche europee.


Le auto cinesi guardano all’estero

La supremazia delle aziende locali non ha però risolto il problema della capacità produttiva. Le fabbriche continuano a realizzare automobili a ritmi elevati, mentre le vendite nazionali procedono più lentamente: da qui nasce l’eccedenza di veicoli.

Per ridurre le scorte e mantenere attivi gli impianti, Pechino sta puntando sull’aumento delle esportazioni. Le automobili invendute sul mercato interno vengono così destinate ai mercati esteri, con l’obiettivo di compensare almeno in parte la debolezza della domanda cinese.

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