Leapmotor cresce in Italia: 1.617 auto a ottobre
Il marchio raggiunge il 18,8% tra i privati elettrici: Scopelliti spiega il cambio di percezione verso i modelli cinesi
Leapmotor ha immatricolato 1.617 vetture in Italia a ottobre, con un aumento del 461% rispetto allo stesso mese del 2025.
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Produzione e rete europea
La B10 è entrata in produzione a Saragozza, mentre per la B05 l’avvio è previsto nei prossimi mesi. Leapmotor dispone inoltre di un centro di progettazione a Monaco di Baviera e di una rete di assistenza europea.
Per Federico Scopelliti, responsabile del marchio in Italia, questi elementi rendono riduttivo ricondurre l’azienda a un’unica provenienza nazionale. Il manager ha inoltre escluso sovrapposizioni con i marchi Stellantis: secondo i dati raccolti, le vendite della casa cinese non stanno sottraendo clienti ai modelli del gruppo.
Privati e valore dell’usato
Leapmotor vende soprattutto a clienti privati, una caratteristica che secondo Scopelliti sostiene anche il valore residuo delle vetture. I rientri di auto usate sono ancora pochi e i primi passaggi di proprietà hanno dato indicazioni positive.
Anche le T03 utilizzate come dimostrative dai concessionari stanno trovando acquirenti. Il marchio non ha creato un’offerta parallela di vetture a chilometro zero, scelta che ha contribuito a mantenere ordinato il mercato dell’usato recente.
I numeri di ottobre
Con il risultato mensile, Leapmotor ha raggiunto una quota del 18,8% nel segmento delle elettriche acquistate da privati, confermandosi prima in questa fascia del mercato. Scopelliti ha ricondotto una parte della crescita al passaparola dei proprietari.
Il responsabile italiano ha spiegato che, dopo una partenza quasi da zero, il marchio ha costruito un gruppo di clienti inizialmente ristretto e poi ampliato anche grazie agli incentivi. Le persone soddisfatte hanno continuato a parlare delle auto, sostenendo l’arrivo di nuovi acquirenti.
La domanda per le elettriche
Dopo l’estate, Leapmotor ha registrato più contratti e un’accelerazione dell’interesse verso le auto elettriche. L’aumento del costo dei carburanti ha avuto un peso, ma per Scopelliti non è sufficiente da solo a spiegare l’andamento: l’offerta è stata adattata alle esigenze del pubblico italiano.
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Il cambiamento si riflette anche nel comportamento in concessionaria. «La voglio elettrica», raccontano alcuni clienti appena entrati, senza chiedere un confronto con le versioni a benzina. La spinta più forte riguarda infatti le vetture elettriche pure, mentre il modello con autonomia estesa vale circa il 20% delle vendite.
Il giudizio sui marchi cinesi
Scopelliti ha respinto l’idea che in Italia l’elettrico o le auto cinesi non riescano a imporsi. A suo giudizio, gli acquirenti scelgono soprattutto considerando disponibilità economica e necessità personali, non l’origine del prodotto o il solo tipo di alimentazione.
La percezione dei marchi cinesi, ha aggiunto, si è modificata e in alcuni casi possedere una vettura di questo tipo viene considerato un vantaggio. Restano da consolidare la fiducia sull’affidabilità nel lungo periodo e la tenuta del valore, aspetti sui quali la collaborazione con Stellantis offre supporto alla rete di assistenza.
T03 e incentivi
La T03 continua ad avere un peso significativo, ma oggi rappresenta il 25% dei volumi acquisiti e non costituisce più il centro dell’attività commerciale. La crescita delle altre vetture indica che il pubblico sta conoscendo meglio l’intera gamma.
Secondo Scopelliti, il marchio può proporre un’auto elettrica a un prezzo paragonabile a quello di una versione a benzina. Gli incentivi hanno favorito gli acquisti, ma il risultato successivo ha mostrato che la domanda non era legata soltanto al contributo pubblico.
Il ruolo dei concessionari
La rete commerciale ha acquisito maggiore sicurezza nel presentare la tecnologia elettrica. Leapmotor ha una gamma composta per l’80% da modelli elettrici, perciò i concessionari si sono orientati progressivamente verso questa proposta senza dover ricorrere a pressioni sulle vendite.
La nuova comunicazione del marchio utilizza il messaggio «Mentre fai il pieno, pensaci», collegando la spesa per il carburante alla possibilità di scegliere un’auto elettrica. L’invito rivolto ai clienti è confrontare i costi e valutare se la soluzione sia adatta alle proprie esigenze.
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