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Motori 2 min di lettura7 ore fa

La 308 Gruppo 4 rinasce: 950 kg e un V8 da 380 CV

Michelotto celebra i cinquant’anni della Ferrari 308 Gruppo 4 con una biposto leggera, manuale e costruita attorno a un V8 aspirato dal carattere purista.

Il dato che colpisce per primo è il peso: appena 950 kg. Su questa base Michelotto ha costruito una sportiva a motore centrale-posteriore che recupera l’essenza delle berlinette da competizione degli anni Settanta, abbinando una meccanica priva di sovralimentazione a soluzioni tecniche contemporanee.

La Michelotto Gruppo 4 Tributo è stata mostrata a Padova, negli spazi di Palazzo Moroni, in occasione dei cinquant’anni dall’omologazione sportiva della Ferrari 308 Gruppo 4. Il progetto guarda alla vettura del 1975 disegnata da Pininfarina sotto la guida di Leonardo Fioravanti, senza limitarsi a riproporne l’aspetto.


Un V8 costruito per emozionare

Dietro l’abitacolo lavora un otto cilindri a V di 90 gradi, aspirato, con cilindrata di 3.400 centimetri cubici e potenza di 380 CV. Il motore è collocato trasversalmente in posizione centrale-posteriore e adotta quattro alberi a camme in testa, due per ciascuna bancata, insieme a due valvole per cilindro.

La scelta tecnica punta deliberatamente sulla risposta naturale dell’acceleratore e sul coinvolgimento del conducente. A completare il quadro c’è una trasmissione manuale a cinque marce più retromarcia, con innesti frontali e denti rastremati: la leva tradizionale resta così uno degli elementi centrali dell’esperienza di guida.


Leggerezza prima di tutto

Il progetto utilizza un telaio tubolare formato da elementi ellittici, pannelli in materiale composito e una barra antiribaltamento saldata direttamente alla struttura. Con queste soluzioni il rapporto tra massa e potenza scende a 2,5 kg per CV, mentre sospensioni e barre stabilizzatrici possono essere regolate.

La frenata è affidata a pinze a quattro pistoncini e dischi autoventilanti da 345 millimetri all’avantreno e 328 millimetri al retrotreno. I cerchi da 18 pollici ospitano pneumatici Pirelli P Zero Trofeo RS, con canale da 8,5 pollici davanti e da 11 dietro; la trazione rimane posteriore.

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Il legame con la storia Michelotto

La carrozzeria riprende alcuni tratti riconoscibili della Ferrari 308, comprese le prese d’aria laterali ispirate alla Dino 246 e i cofanghi, cioè elementi che integrano cofano e parafango. Il risultato richiama chiaramente il linguaggio stilistico degli anni Settanta, pur nascendo con materiali e criteri progettuali attuali.

L’omaggio riguarda anche il percorso professionale di Giuliano Michelotto. L’azienda veneta, attiva nel motorsport e protagonista di una lunga collaborazione con Ferrari, ha contribuito alla realizzazione di 700 vetture da competizione, ottenendo 1.495 vittorie assolute, 85 campionati nazionali e 44 titoli mondiali.


Abitacolo da gara, prezzo ancora ignoto

All’interno trovano posto sedili anatomici con guscio composito e rivestimento in Alcantara, oltre a cinture a quattro punti. L’impostazione dell’abitacolo conferma la vocazione sportiva della biposto e rinuncia agli elementi superflui per mantenere il rapporto diretto tra pilota e automobile.

Restano invece da chiarire due aspetti importanti: il prezzo della Michelotto Gruppo 4 Tributo e il numero di esemplari previsto. Al momento, il costruttore non ha diffuso questi dettagli.

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