Germania nel mirino di Chery per la seconda fabbrica
Il gruppo cinese valuta un nuovo impianto e ipotizza in Italia un centro di ricerca e sviluppo
Chery sta cercando una seconda sede produttiva in Europa e guarda soprattutto alla Germania.
Lancome
-20% sui pacchetti da Lancôme
Chery punta sull’alta tecnologia
Il presidente Yin Tongyue ha annunciato l’obiettivo di trasformare il gruppo da costruttore automobilistico tradizionale a ecosistema industriale orientato all’alta tecnologia entro il 2035. Il piano, presentato durante il vertice internazionale degli utenti organizzato a Wuhu la settimana scorsa, affida all’intelligenza artificiale un ruolo esteso alla gestione e alle decisioni aziendali.
Negli ultimi cinque anni Chery ha destinato alla ricerca e sviluppo l’equivalente di quasi 15 miliardi di euro. Il direttore tecnico Gao Xinxua ha spiegato che il gruppo sta lavorando a un microprocessore proprietario, Ziwei, disponibile in tre configurazioni e pensato per applicazioni diverse.
Una di queste riguarda le automobili, mentre altre sono destinate ai robot domestici Mobo del marchio Aimoga e ai velivoli a decollo verticale. Per ora, ha precisato Gao, i robot non sono stati sviluppati per l’impiego negli stabilimenti produttivi.
Un centro di ricerca in Italia
L’espansione europea potrebbe coinvolgere anche l’Italia. Yin ha parlato dei rapporti con il ministero dell’Industria e ha detto: «Speriamo di creare in futuro un centro di ricerca e sviluppo in Italia».
Il gruppo non ha indicato quale Paese ospiterà il nuovo stabilimento. La scelta tedesca appare però tra le ipotesi considerate, anche alla luce della riorganizzazione annunciata da Volkswagen, che comprende quattro impianti a rischio chiusura. Chery ha già aperto in Spagna, attraverso una società mista, il primo stabilimento europeo di un costruttore cinese.
L’obiettivo è aumentare la presenza industriale sul continente e ridurre l’impatto delle misure protezionistiche. Zhang Guibing, amministratore delegato delle attività internazionali, ha spiegato che l’ingresso nel mercato europeo ha richiesto oltre sette anni e che la strategia deve comprendere l’intero percorso, dalla progettazione all’assistenza dopo l’acquisto.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Marchi e regole europee
Yin ha ricordato che Chery è ormai il nono produttore mondiale di veicoli e il principale esportatore cinese da 23 anni consecutivi. Il gruppo è nato trent’anni fa a Wuhu, città che conta circa 4 milioni di abitanti, e oggi sta rafforzando la presenza in Europa con Omoda e Jaecoo, arrivati sul mercato due anni e mezzo fa.
A settembre Omoda e Jaecoo hanno portato Chery al primo posto tra i costruttori cinesi per vendite nel continente. Alla gamma si sono aggiunti Lepas e Chery, mentre iCaur è atteso prossimamente sulle strade europee. La società non ha stabilito un numero definitivo di marchi: secondo Yin non esiste una quantità ideale valida per tutti i gruppi automobilistici.
Sulle nuove norme che l’Unione europea sta preparando per sostenere la produzione automobilistica interna, il presidente ha mantenuto una posizione prudente: «Chery è per dialogo e collaborazione, non le conosciamo ancora».
L’esperienza tedesca
Secondo Yin, nella fase iniziale dell’espansione internazionale Chery ha osservato il modello tedesco senza replicarlo correttamente. I costruttori della Germania, ha spiegato, possiedono identità molto riconoscibili e separate, come accade all’interno del gruppo Volkswagen.
Il presidente ha indicato proprio la gestione dei marchi come una debolezza da correggere. Zhang ha aggiunto che la semplice vendita di automobili non basta per radicarsi in Europa: servono una programmazione di lungo periodo, una presenza locale e servizi capaci di accompagnare il cliente anche dopo l’acquisto.
Continua a leggere
Mercedes riapre le uscite volontarie in Germania a dicembre
Le consegne cinesi sono calate del 31% nel terzo trimestre, spingendo il gruppo a rivedere margini e strategie
Chery Q, autonomia di 380 km e arrivo nel 2027
La compatta elettrica da 122 CV debutterà nelle concessionarie italiane con una batteria da 52 kWh
Kawasaki KLE650, 70 CV e prezzo da 8.290 euro
La nuova crossover giapponese adotta ruota anteriore da 21 pollici, controllo di trazione e due versioni
Rimini, CFMoto prepara il reparto per la MotoGP
La Casa cinese amplia le attività sportive in Italia, ma l’accesso alla classe regina resta chiuso fino al 2031