Mercedes riapre le uscite volontarie in Germania a dicembre
Le consegne cinesi sono calate del 31% nel terzo trimestre, spingendo il gruppo a rivedere margini e strategie
Mercedes riattiverà a dicembre 2026 il programma di uscite volontarie per i dipendenti in Germania. L’amministratore delegato Ola Källenius lo ha comunicato durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre, senza indicare il numero degli esuberi previsti.
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Vendite cinesi in forte calo
Tra luglio e settembre le consegne Mercedes in Cina sono scese del 31%, fermandosi a 86.800 veicoli. Il peggioramento del mercato ha portato il gruppo a ridurre martedì le previsioni sul margine annuale.
La Cina, in passato uno dei principali mercati per i costruttori tedeschi, è oggi dominata dalla concorrenza dei marchi locali. La casa di Stoccarda sta discutendo il piano con i sindacati tedeschi, contrari a nuove riduzioni dell’organico.
In Germania viene realizzato il 15% delle vendite Mercedes, ma nel Paese si concentrano circa due terzi dei dipendenti e delle strutture aziendali. Il divario alimenta la pressione sui costi e rende più complesso difendere gli attuali livelli occupazionali.
Il piano industriale fino al 2030
Mercedes sta preparando un aggiornamento della strategia per il 2030 e gli anni successivi. La Cina resterà al centro delle prospettive di lungo periodo, anche se il gruppo intende diminuire la propria dipendenza da quel mercato.
Il direttore finanziario Harald Wilhelm ha spiegato che l’azienda sta rendendo più locale la catena di fornitura. I futuri modelli costruiti in Cina dovrebbero utilizzare componenti acquistati quasi interamente sul posto, con l’obiettivo di abbassare i costi e aumentare la competitività.
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Gli Stati Uniti rappresentano un altro asse di crescita. Källenius ha indicato ulteriori investimenti nel Paese e l’obiettivo di portare le vendite annuali dagli oltre 300.000 veicoli attuali a circa 400.000.
Meno costi e nuovi esuberi
Il gruppo valuta inoltre la possibilità di aumentare la produzione nell’Europa orientale, dove energia e manodopera hanno costi più contenuti. Mercedes è già presente in Ungheria, Romania e Polonia.
Anche le altre grandi case tedesche stanno riducendo gli organici. BMW punta a 8.000 posti in meno entro la fine del 2027 attraverso uscite volontarie, mentre Volkswagen prevede fino a 120.000 esuberi nel mondo entro il 2030.
Le conseguenze coinvolgono anche i fornitori del Baden-Württemberg e della Baviera, alle prese con ulteriori licenziamenti nella filiera. Nel frattempo Audi ha annunciato 4 miliardi di dollari per un nuovo stabilimento di assemblaggio negli Stati Uniti, destinato a creare circa 4.500 posti di lavoro.
La Germania guarda quindi a Cina e Stati Uniti per recuperare redditività, mentre il settore automobilistico europeo affronta gli effetti delle difficoltà industriali, della concorrenza asiatica e della revisione delle politiche sulla transizione dai motori termici.
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