BMW ferma il piano uscite dopo meno di tre settimane
BMW ha interrotto prima del previsto il programma di buonuscita destinato ai dipendenti.
BMW ha interrotto prima del previsto il programma di buonuscita destinato ai dipendenti. Le richieste di adesione sono state così numerose da portare alla chiusura dell’iniziativa dopo meno di tre settimane.
Lancome
-20% sui pacchetti da Lancôme
Europa, investimenti sempre più lontani
Francia e Germania spingono l’Unione europea a rivedere il divieto previsto per le nuove auto con motore termico dal 2035. Il percorso decisionale, però, procede lentamente rispetto ai tempi con cui la Cina prende le proprie decisioni industriali.
I costruttori stanno quindi concentrando una parte crescente delle risorse su Cina e Stati Uniti. Nel mercato cinese la concorrenza dei marchi locali sulle auto elettriche e la guerra dei prezzi sono molto forti, ma la presenza nell’area resta necessaria per sostenere i volumi mondiali.
Negli Stati Uniti, invece, consumi considerati più stabili, politiche energetiche favorevoli e incentivi locali continuano ad attirare nuovi capitali. Per le aziende, il mercato statunitense appare meno gravato dai costi produttivi e dai vincoli normativi che pesano sulle attività europee.
Il piano per ridurre gli organici
BMW deve eliminare 8.000 posizioni a livello globale entro la fine del 2027. Come altri produttori, la casa tedesca ha scelto di offrire somme ai lavoratori disposti a lasciare volontariamente l’azienda, con l’obiettivo di ridurre gli organici e contenere la spesa.
L’entità degli incentivi avrebbe spinto soprattutto i dipendenti con maggiore anzianità a valutare l’uscita. Per i profili senior, i pacchetti sono stimati in decine di migliaia di euro per ogni anno di servizio, una prospettiva che ha reso l’offerta particolarmente attraente in una fase di forte incertezza.
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Il numero delle domande ha oltrepassato le stime interne e ha messo sotto pressione i sistemi dedicati alla gestione del personale. BMW ha così bloccato il programma per evitare che i costi e la perdita di competenze superassero i livelli previsti.
La pressione sul settore auto
La vicenda riflette le difficoltà dell’industria automobilistica europea, alle prese con una riduzione dei volumi, costi elevati e il passaggio verso la trazione elettrica. Il ridimensionamento degli organici coinvolge anche le strutture dirigenziali, dove l’intelligenza artificiale viene valutata come strumento per ridurre circa un quinto delle posizioni nella catena di comando.
Per i lavoratori dei grandi marchi tedeschi, la tradizionale sicurezza legata all’occupazione nel settore si è indebolita. La possibilità di trasformare gli anni di servizio in un incentivo economico può apparire preferibile all’attesa di ulteriori riorganizzazioni o tagli.
Il caso BMW riporta inoltre l’attenzione sui problemi strutturali della filiera europea. Tra le misure indicate per sostenere il comparto figurano una riduzione del costo dell’energia, regole più flessibili e politiche industriali capaci di accompagnare le aziende senza aumentare la pressione sui bilanci.
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