391notizie oggi Scopri i vantaggi
Motori 1 min di lettura16 ott

Gasolio irregolare nel Vibonese: scatta il sequestro da 6.444 litri

Un distributore di Dasà è stato sottoposto a sequestro preventivo dopo le verifiche congiunte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un controllo sulla qualità del carburante ha portato al ritiro dalla vendita di 6.444 litri di gasolio nel Vibonese. Il prodotto, dal valore commerciale stimato in circa 15.500 euro, è stato individuato in un distributore di Dasà, dove le verifiche hanno rilevato un parametro non conforme alla normativa tecnica.

Offerta del giorno17 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 2 giorni
*******


Il test che ha fatto scattare l’allarme

L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con l’impiego di un laboratorio mobile. I tecnici hanno prelevato campioni di benzina e gasolio direttamente dagli impianti sottoposti a controllo, così da confrontarne le caratteristiche con i requisiti previsti.

A Dasà, l’esame immediato sul gasolio destinato agli autoveicoli ha evidenziato un punto di infiammabilità di circa 50 gradi centigradi. Il limite minimo indicato dalla normativa tecnica è invece fissato a 55 gradi: una differenza che ha fatto scattare ulteriori accertamenti sul carburante presente nel distributore.


Serbatoio bloccato e indagini aperte

Le successive analisi di laboratorio svolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno confermato l’esito della prima verifica. Per impedire che il prodotto venisse rimesso in vendita, è stato disposto con urgenza il sequestro preventivo del gasolio e del serbatoio che lo conteneva.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il deposito ha una capacità di 15 metri cubi, mentre il quantitativo sottoposto a sequestro ammonta a 6.444 litri, per un valore stimato in circa 10.000 euro. L’attività è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, alla quale spetterà seguire gli sviluppi dell’accertamento.

Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire l’origine del carburante e la filiera attraverso cui è stato approvvigionato. Le verifiche, dunque, proseguono oltre il singolo impianto per chiarire la provenienza del prodotto non conforme.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere