Ferrari, il richiamo di Piero: risultati subito
Il vicepresidente del Cavallino chiede concretezza e guarda ad Antonelli, mentre il bilancio 2026 resta lontano dall’obiettivo iridato
L’ipotesi di vedere Andrea Kimi Antonelli al volante di una Ferrari non lascia indifferente Piero Ferrari. Il vicepresidente della casa di Maranello ha ricordato che ogni eventuale accordo dovrebbe fare i conti con contratti e impegni già sottoscritti, ma non ha nascosto il desiderio di assistere a una simile svolta: «Chi non amerebbe vedere un italiano al volante della macchina che porta il nome di mio padre?». Secondo Ferrari, prima o poi questa possibilità potrebbe concretizzarsi.
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Piero Ferrari chiede concretezza
Le parole arrivano nel quadro di un’intervista concessa a Leo Turrini per Quotidiano Sportivo. Il peso delle sue valutazioni deriva anche dal ruolo ricoperto: Piero Ferrari è vicepresidente dell’azienda, figlio di Enzo Ferrari e titolare del 10,67% delle azioni ordinarie.
Ragionando sul rendimento della squadra nel 2026, Ferrari ha separato gli aspetti incoraggianti da quelli ancora insufficienti. Il messaggio rivolto alla Scuderia è stato netto: «Sommessamente credo che alla nostra scuderia servano i fatti, non le chiacchiere». Ha poi ringraziato i tifosi per la pazienza e ha ribadito che l’intero gruppo deve continuare a lavorare per l’obiettivo atteso da anni, aggiungendo anche un nuovo elogio a Kimi.
Il secondo posto non basta
La Ferrari occupa la seconda posizione nella classifica del mondiale costruttori, ma il distacco dalla Mercedes racconta una stagione senza una reale possibilità di contendere il titolo. I 134 punti di margine a favore della squadra tedesca certificano infatti una distanza ancora ampia dal vertice.
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Il confronto con gli inseguitori offre comunque un quadro meno negativo: la Scuderia dispone di 105 punti sulla McLaren, campione in carica, e di 112 sulla Red Bull. Il piazzamento resta dunque solido, anche se non coincide con le ambizioni fissate per questo ciclo sportivo.
L’obiettivo iridato resta lontano
Nel 2022 John Elkann aveva indicato il 2026 come termine entro il quale riportare a Maranello un campionato del mondo. Quel traguardo, alla luce dell’andamento attuale, non sarà raggiunto. A pesare sulla valutazione del lavoro di Frederic Vasseur c’è anche la direzione tecnica seguita in fase di progettazione, con una maggiore attenzione al telaio rispetto al motore.
Il propulsore Ferrari ha infatti mostrato un deficit di potenza che nemmeno gli interventi aggiuntivi dell’ADUO sono riusciti a compensare. Al tempo stesso, un nuovo cambiamento ai vertici sportivi comporterebbe ulteriori tempi di adattamento, mentre l’attesa per un titolo continua ad allungarsi: considerando sia il mondiale piloti sia quello costruttori, la Ferrari non attraversava da 18 anni un digiuno così esteso.
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