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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Ferrari Luce, la difesa di James May: «È decisiva per il futuro»

L’ex volto di Top Gear considera la prima elettrica del Cavallino un passaggio necessario, non un tradimento della sua identità sportiva.

Per James May la Ferrari Luce non rappresenta una deviazione sbagliata, ma una possibile garanzia per la sopravvivenza del marchio in un mercato sempre più orientato verso la mobilità a zero emissioni. Il progetto, lontano dalle forme tradizionali del Cavallino, ha già alimentato critiche e discussioni, ma secondo il giornalista britannico potrebbe intercettare una nuova fascia di clienti.

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May vede una svolta necessaria

L’ex protagonista di Top Gear e The Grand Tour ha espresso il proprio giudizio durante una sessione di domande e risposte pubblicata sul suo canale YouTube. Alla richiesta di valutare il progetto, May ha respinto l’idea che la Luce sia un errore: «Non penso sia fondamentalmente sbagliata, credo sia probabilmente essenziale per la futura esistenza di Ferrari».

Il presentatore ha poi indicato il possibile pubblico della vettura. A suo avviso, esisteranno acquirenti interessati a tecnologia, esclusività, materiali raffinati e stile Ferrari, ma desiderosi di trovare questi elementi all’interno di un’automobile elettrica. La Luce, quindi, potrebbe affiancare le sportive a motore termico invece di limitarsi a replicarne l’impostazione.


Un design lontano dalla tradizione

La vettura nasce dal lavoro congiunto del Centro Stile Ferrari e di LoveFrom, il collettivo fondato da Jony Ive, che ha collaborato con Marc Newson. Il risultato propone un’architettura elettrica audace e un abitacolo particolarmente ampio, una caratteristica che potrebbe diventare uno dei motivi principali di scelta per chi cerca una Ferrari diversa dal solito.

Anche la selezione dei materiali punta sull’alto di gamma, con pelle, alluminio e vetro Gorilla Glass. L’impostazione ha provocato reazioni negative da parte di alcuni nomi importanti dell’automobilismo, tra cui Luca Cordero di Montezemolo. Tuttavia, la capacità del progetto di far discutere appare evidente.

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Il Cavallino non deve fermarsi

May ha contestato anche l’idea che Ferrari debba trasformarsi in una sorta di museo della propria storia. Richiamando la figura di Enzo Ferrari, ha osservato che il fondatore era un innovatore e tendeva a sostituire ciò che era vecchio con soluzioni nuove. Per il giornalista, difendere l’identità del marchio non significa dunque congelarne l’evoluzione.

Anche il tema dell’“anima” delle Ferrari è stato affrontato con una certa nettezza. May non ritiene corretto descrivere le vetture più recenti come automobili prive di carattere: secondo la sua lettura, le macchine non possiedono un’anima, ma possono avere una forte personalità meccanica capace di coinvolgere chi le guida.


Il pubblico guarda al lusso sostenibile

La discussione sulla Luce si inserisce in un cambiamento più ampio della clientela facoltosa, sempre più interessata a prodotti di lusso associati alla sostenibilità e alla tecnologia. Una Ferrari completamente silenziosa può apparire inconciliabile con le aspettative dei puristi, ma potrebbe attirare compratori americani, cinesi e arabi interessati soprattutto all’esclusività e alla possibilità di distinguersi.

Il primo esemplare della Luce è già stato al centro di una vendita record. Per concezione e materiali, il progetto è stato accostato a un laboratorio tecnologico su quattro ruote ispirato all’approccio di Apple: un paragone che sottolinea quanto Ferrari abbia scelto di esplorare un territorio inedito.

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