Moto, cambia tutto in coda e in autostrada: ma non subito
La riforma prevede un varco tra le auto ferme, l’uso regolato della corsia d’emergenza e nuove protezioni per conducenti e passeggeri.
Per chi viaggia sulle due ruote, le novità più rilevanti del nuovo Codice della strada riguardano due momenti critici: le code sull’autostrada e la sicurezza dell’equipaggiamento. Il progetto prevede infatti un passaggio centrale tra le auto ferme e l’obbligo di guanti e paraschiena sulle tratte autostradali.
Le regole, tuttavia, non sono ancora operative. Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo in via preliminare il 13 ottobre, ma serviranno il completamento dell’iter consultivo, il via libera definitivo dell’Esecutivo e i successivi decreti attuativi. Fino a quel momento, per motociclisti e automobilisti non cambia nulla.
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Le protezioni diventano una condizione
Lo schema di decreto interviene anche sull’abbigliamento di sicurezza. L’articolo 68 stabilisce che, durante la circolazione in autostrada, chi guida una moto e chi viaggia come passeggero dovranno indossare protezioni per le mani e per la schiena.
Il principio è già indicato, ma mancano ancora i dettagli pratici. Un provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà chiarire quali requisiti tecnici saranno necessari, quali dispositivi potranno essere utilizzati e quali certificazioni o omologazioni saranno riconosciute.
Il varco tra le auto ferme
Quando il traffico sarà completamente bloccato, gli automobilisti dovranno disporsi ai lati della carreggiata per creare uno spazio centrale. Questa è la cosiddetta corsia virtuale: non richiederà nuove strisce sull’asfalto né cartelli specifici, ma imporrà agli automobilisti di lasciare un passaggio utilizzabile da moto, mezzi di soccorso e altri veicoli autorizzati.
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Il mancato rispetto della disposizione potrà costare da 80 a 320 euro, oltre alla perdita di due punti dalla patente. Il corridoio, però, non equivarrà a un permesso generale per passare tra le file in qualsiasi circostanza: i veicoli di emergenza conserveranno la precedenza e le modalità operative saranno precisate dalla normativa successiva.
Corsia d’emergenza con limiti precisi
La riforma contempla inoltre la possibilità per le moto di utilizzare la corsia d’emergenza in autostrada quando le carreggiate risultano paralizzate, per esempio dopo un incidente grave. L’obiettivo è consentire di superare una coda prolungata senza esporre troppo a lungo i motociclisti alla pioggia o al caldo.
Non si tratterà comunque di una corsia riservata alle due ruote. Forze dell’ordine e soccorritori manterranno la priorità e chi procede in moto dovrà lasciare loro spazio in ogni momento. Restano da stabilire le condizioni esatte per l’accesso e la velocità massima da rispettare durante il transito.
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