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Motori 1 min di lettura15 ott

Ferrari, ad Austin l’ultima carta: cosa cambia sulla SF-26

Il nuovo fondo e le pance riviste debutteranno negli Stati Uniti, mentre l’ala anteriore resterà invariata per cercare più stabilità aerodinamica.

Il secondo posto conquistato a Singapore ha riacceso le ambizioni della Ferrari, che ad Austin porterà in pista l’ultimo grande intervento previsto sulla SF-26. Charles Leclerc spera che proprio questa evoluzione possa offrire alla squadra un vantaggio decisivo e riavvicinarla al successo.

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Leclerc punta sull’ultima evoluzione

Il pilota monegasco ha sottolineato in conferenza stampa quanto sarà importante il nuovo materiale preparato a Maranello: «Speriamo di essere noi ad avvantaggiarci con l’ultimo pacchetto di aggiornamenti». La novità farà il suo esordio al Gran Premio degli Stati Uniti, appuntamento scelto per completare il percorso di sviluppo della monoposto.

La Ferrari arriva a questa fase della stagione con due vittorie già ottenute, a Barcellona e Silverstone. Il secondo posto nella classifica Costruttori, inoltre, non appare al momento particolarmente esposto: l’attenzione della squadra è quindi rivolta soprattutto alla possibilità di tornare sul gradino più alto del podio.


Fondo nuovo e pance riviste

L’intervento principale riguarderà il fondo, progettato per incrementare il carico generato nella parte inferiore della vettura. Il lavoro degli aerodinamici mira anche a rendere più costante la spinta nelle diverse condizioni di utilizzo, così da ampliare l’intervallo in cui la SF-26 può esprimere il proprio potenziale.

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Il progetto punta a ottenere questo risultato senza compromettere l’equilibrio della monoposto né renderla più difficile da gestire. Il nuovo fondo comporterà anche una revisione delle pance e alcuni ritocchi alla carrozzeria, mentre l’ala anteriore non sarà modificata.

Con queste soluzioni la Ferrari chiuderà lo sviluppo tecnico previsto per la SF-26. Austin rappresenterà dunque il primo banco di prova dell’intero pacchetto e offrirà indicazioni sulla capacità della vettura di trasformare il lavoro svolto a Maranello in un risultato di vertice.

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