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Motori 3 min di lettura16 ott

Pieno, il confronto può salvare 11 euro: dove conviene cercare

Il gasolio resta sotto 2,20 euro soltanto in poco più di un impianto su quattro, mentre la benzina scende sotto quota 2 euro nella metà della rete analizzata.

Prima di raggiungere un distributore è opportuno controllare il prezzo effettivamente applicato: le tariffe comunicate al Ministero possono cambiare con gli aggiornamenti dei singoli gestori. In una fase di rincari diffusi, confrontare le stazioni disponibili può quindi tradursi in un risparmio reale.

Le iniziative promozionali introdotte da alcuni operatori potrebbero modificare il quadro nei prossimi giorni, ma il divario tra i prezzi resta significativo. Sulla rete ordinaria, un rifornimento da 50 litri costa in media 101,70 euro con la benzina e 112,80 euro con il gasolio: la differenza arriva così a 11,10 euro.

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Il pieno resta una spesa pesante

I numeri descrivono una situazione ancora onerosa per chi utilizza l’auto. Secondo l’elaborazione di Facile.it sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, soltanto una parte degli impianti riesce a mantenere i prezzi entro soglie considerate rilevanti.

L’indagine riguarda esclusivamente il rifornimento in modalità fai da te sulla rete stradale ordinaria e non comprende le autostrade. Per la benzina, il limite di riferimento è fissato a 2 euro al litro; per il gasolio, invece, la soglia considerata è di 2,20 euro.


Gasolio, la mappa premia le Marche

Il campione comprende più di 19.500 distributori, ciascuno dei quali aveva comunicato almeno una variazione dei prezzi dal 5 ottobre. Gli impianti con gasolio venduto al di sotto di 2,20 euro erano 5.030, pari al 26% del totale esaminato.

La quota più elevata si trova nelle Marche, dove il 38% delle stazioni rientra nel limite. Seguono Abruzzo al 36%, Lazio e Umbria al 31%, mentre Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Liguria raggiungono il 30%.

All’opposto, la Campania si ferma al 14%, il valore più basso a livello nazionale. Basilicata e Calabria registrano rispettivamente il 16% e il 19%; la Lombardia è al 24%, mentre Piemonte, Emilia-Romagna, Sardegna e Sicilia condividono il 26%. La Toscana arriva al 27%.

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Benzina, situazione meno sfavorevole

Per la benzina il quadro è più favorevole: 10.223 impianti, equivalenti al 52% del campione, propongono un prezzo inferiore a 2 euro al litro. La percentuale non indica la media regionale, ma misura quanti distributori rispettano la soglia stabilita dall’analisi.

La Valle d’Aosta occupa il primo posto con il 62% delle stazioni sotto il limite. Sicilia e Marche si attestano entrambe al 60%, il Lazio al 58%; tra i territori più popolosi, la Lombardia raggiunge il 56%, il Piemonte il 55% e il Veneto il 51%. L’Emilia-Romagna presenta lo stesso dato del Veneto, mentre la Toscana arriva al 54%.

Le percentuali più contenute riguardano Basilicata, al 36%, Campania, al 37%, e Calabria, al 42%. Il confronto regionale serve dunque soprattutto a capire dove sia statisticamente più probabile trovare un rifornimento meno costoso.


Medie ancora sopra i due euro

I valori medi nazionali aggiornati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy al 16 ottobre 2026 confermano il livello elevato dei prezzi. Sulla viabilità ordinaria, la benzina in modalità fai da te costa mediamente 2,034 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,256 euro.

In autostrada le medie salgono a 2,048 euro per la benzina e 2,278 euro per il gasolio. Per 50 litri, il conto medio sulla rete ordinaria è quindi di 101,70 euro con la benzina e di 112,80 euro con il gasolio, prima di eventuali promozioni o variazioni locali.

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