Roadster in volo: il dettaglio che può cambiare tutto
La Tesla più estrema promette accelerazioni sotto il secondo e brevi balzi aerei, ma aspirazione, serbatoi e sicurezza sollevano ancora molte domande.
Il getto espulso dalla parte posteriore della Tesla Roadster potrebbe rappresentare il principale limite al suo impiego reale. Durante la dimostrazione, la folla era tenuta a centinaia di metri di distanza e la spinta sollevava un pennacchio imponente, con il rischio di scagliare detriti, residui degli pneumatici o altri oggetti contro persone e veicoli.
La stessa Tesla ha precisato che l’allestimento “Rocket” sarà disponibile soltanto su invito e non sarà autorizzato sulle strade pubbliche. Anche su un circuito chiuso restano dubbi pratici: il getto potrebbe investire commissari, cartelli, spettatori troppo vicini o qualunque animale si avvicinasse alla pista.
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I razzi aprono più dubbi che certezze
Il sistema a gas freddo non richiede la sostituzione continua di combustibile solido, ma i serbatoi devono comunque essere riempiti. Non sono ancora noti né i tempi dell’operazione né l’energia necessaria per comprimere l’aria a bordo.
Resta inoltre da capire se la vettura potrà ricaricare le riserve durante i rettilinei e utilizzarle nelle curve. In quel caso, bisognerebbe valutare la lunghezza minima dei tratti utili e l’eventuale sottrazione di potenza alle ruote e alla batteria quando l’auto viaggia già al limite.
Prestazioni estreme, con un aiuto nascosto
In una prova dal vivo, Tesla ha indicato un tempo di 0,81 secondi per passare da 0 a 60 miglia orarie, nonostante alcuni problemi con il cronometro. In seguito l’azienda ha sostenuto che la variante più potente potrebbe completare lo stesso scatto in meno di 0,59 secondi.
A fornire la spinta aggiuntiva sarebbero quattro ugelli collocati nella zona posteriore, capaci di generare complessivamente 80 kilonewton. Si tratta di un valore normalmente associato alla propulsione dei razzi e difficile da tradurre direttamente in potenza automobilistica. Secondo l’analisi tecnica, proprio questi propulsori permetterebbero alla Roadster di raggiungere la velocità dichiarata in meno di un secondo e in uno spazio pari a poche lunghezze della vettura.
Il salto sulla rampa
La versione destinata al volo breve dovrebbe utilizzare ugelli a gas freddo distribuiti attorno alla carrozzeria, compresa la parte inferiore. L’aria viene compressa e immagazzinata in serbatoi installati sull’auto, così da alimentare i propulsori durante il salto.
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Tesla ha previsto tre configurazioni: Performance, Thrust e Rocket. Solo quest’ultima sarebbe predisposta al volo e, a differenza delle altre due, avrebbe un unico sedile. Lo spazio lasciato libero potrebbe essere occupato da serbatoi più capienti, necessari per disporre di una riserva sufficiente durante brevi tratti sospesi.
L’aspirazione tiene l’auto aderente
La dimostrazione più spettacolare ha mostrato la Roadster affrontare una rampa simile a quelle delle piste Hot Wheels, assumere una posizione verticale e completare la rotazione fino a trovarsi capovolta. Il risultato sarebbe ottenuto attraverso un impianto di aspirazione regolabile in più modalità.
Le ventole riducono la pressione sotto il pianale, mentre l’aria esterna esercita una forza verso la superficie. A rendere possibile l’effetto contribuiscono elementi mobili collocati sotto l’auto, progettati per chiudere il perimetro inferiore e impedire l’ingresso dell’aria nella zona depressurizzata.
Numeri da verificare sul campo
La soluzione compare in un brevetto e viene presentata come un’evoluzione dei precedenti sistemi ad aspirazione, compreso quello sviluppato da McMurtry. La regolazione delle minigonne dovrebbe consentire l’utilizzo su condizioni più varie rispetto alle sole superfici lisce di una pista.
Sul display mostrato da Tesla, tuttavia, i valori di deportanza risultano eccezionalmente elevati. L’analisi li considera potenzialmente poco realistici: una forza di 4.700 kg appare infatti sproporzionata per una vettura che, secondo le stime riportate, dovrebbe pesare meno di 2.000 kg. Le immagini hanno quindi alimentato l’interesse sulla nuova Roadster, ma anche il confronto su quanto della sua capacità di “volare” dipenda dalla tecnologia effettiva e quanto dalle condizioni della dimostrazione.
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