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Motori 3 min di lettura11 ore fa

E-Space, la Renault elettrica che riporta il salotto in auto

Sei posti, materiali rinnovabili e una cabina luminosa: la nuova visione Renault riparte dalla monovolume per sfidare l’egemonia dei SUV

«Abbiamo voluto creare a bordo un’atmosfera al tempo stesso futuristica e accogliente, con un pizzico di nostalgia», racconta Stéphane Maiore, responsabile del design degli interni. È questa la direzione scelta per E-Space Concept, prototipo elettrico che combina soluzioni avveniristiche e richiami alla storia delle monovolume Renault.


Un abitacolo tra passato e futuro

La ricerca sui materiali guarda soprattutto alle alternative rinnovabili. Nella cabina trovano spazio inserti in paglia colorata, vernici ottenute con resine di origine biologica, un rivestimento del volante realizzato anche con olio di ricino e cotone biologico, oltre a pneumatici con gomma naturale. Il progetto supera così il traguardo del 30% di componenti riciclati previsto per la gamma, sperimentando nuove soluzioni a base biologica.

Anche l’ambiente cromatico richiama le Renault degli anni Settanta. La moquette in lana a pelo lungo presenta una zona centrale color corallo, mentre l’insieme è dominato da tonalità intense come scarlatto, porpora e granato.


Una carrozzeria lontana dai SUV

Il prototipo sceglie superfici levigate e forme poco aggressive, con proporzioni che riportano alla mente la prima Espace. La lunghezza è di 4,70 metri, la larghezza di 2,02 e l’altezza di 1,67; le ruote da 23” sono collocate alle estremità della carrozzeria e l’altezza da terra rimane contenuta.

Il parabrezza allungato verso il cofano riprende il profilo ispirato al TGV della Espace del 1984, mentre lo spoiler posteriore richiama la seconda e la terza generazione. Sul frontale, una firma luminosa a forma di “U” circonda la calandra e incornicia il logo illuminato. Una parte mobile del paraurti contribuisce invece alla gestione dei flussi d’aria alle velocità più elevate.


Sei posti con molte configurazioni

L’accesso avviene attraverso due porte contrapposte, prive del montante centrale. All’interno, sei poltrone indipendenti sono disposte su un pavimento uniforme; la seconda fila può ruotare di 180 gradi e creare una configurazione rivolta verso i passeggeri posteriori, oppure essere ripiegata per trasformarsi in un’ampia superficie d’appoggio.

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L’equipaggiamento comprende tavolini simili a quelli degli aerei, ciascuno con schermo da 12,3”, e una console scorrevole. Al suo interno sono integrati un purificatore d’aria, un piccolo frigorifero, un comando per i videogiochi e il gioco da tavolo Forza 4. Le poltrone, leggere nell’aspetto e più vicine a elementi d’arredo che a sedili tradizionali, accentuano l’idea di uno spazio conviviale.


Tecnologia senza rinunciare alla luce

Al posto della plancia tradizionale, Renault ha previsto OpenR Panorama, un grande schermo ricurvo da 1.130 x 110 millimetri che attraversa l’intera zona anteriore. Il dispositivo non è sensibile al tocco e dovrebbe arrivare su modelli di fascia alta, tra cui le future Rafale e Scenic. Le funzioni vengono controllate attraverso due superfici flessibili collocate ai lati della base del volante.

Il volante utilizza un sistema di comando elettrico senza collegamenti meccanici e presenta un mozzo fisso. La luminosità dell’abitacolo è affidata a un tetto trasparente e a finestrini che scendono sotto la linea di cintura, una scelta ispirata all’architettura del Bauhaus e, in particolare, alla Farnsworth House di Ludwig Mies van der Rohe del 1951. «Con la linea di cintura ribassata, si può guardare nell’abitacolo quando ci si trova accanto al veicolo, e si può tornare a guidare con il gomito appoggiato al finestrino», spiega Romain Gauvin, responsabile dei progetti avanzati e delle concept car.


L’eredità della prima Espace

E-Space Concept non è destinata alla produzione, ma serve a mostrare come Renault intenda sviluppare la propria identità nel settore elettrico. La Casa francese recupera l’idea della monovolume come automobile costruita attorno alle persone, ai loro spostamenti e alle diverse esigenze quotidiane.

La prima Espace arrivò nel 1984 introducendo una concezione inedita dello spazio a bordo. Fabrice Cambolive, direttore della crescita di Renault Group e amministratore delegato della Marca, considera il nuovo prototipo una dimostrazione di come quella intuizione possa essere riletta in chiave contemporanea: un veicolo versatile, spazioso e pensato per usi ancora da definire, in alternativa alla prevalenza dei SUV.

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