Ducati Panigale V4 2027, la svolta è in fabbrica: cosa cambia
Più cavalli, rapporti rivisti, nuova elettronica e configurazioni personalizzate per la superbike Ducati destinata anche all’uso in circuito.
La Ducati Panigale V4 MY27 arriverà nelle concessionarie europee del marchio a partire da dicembre 2026. La nuova versione punta soprattutto sull’efficacia in pista, ma introduce anche dotazioni pensate per rendere più semplice l’utilizzo su strada.
Per la prima volta, la Panigale V4 S potrà essere ordinata attraverso il programma Ducati Factory Made. La configurazione direttamente in fabbrica comprenderà undici combinazioni cromatiche, incluse cinque proposte del catalogo Ad Personam di Automobili Lamborghini, oltre alle livree Corse e Performance.
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Quattro decimi in meno a Vallelunga
I collaudi svolti sul circuito di Vallelunga hanno evidenziato un guadagno medio di quattro decimi al giro rispetto al modello precedente. Il risultato nasce da un insieme di modifiche che coinvolgono propulsore, aerodinamica, telaio, impianto frenante ed elaborazione elettronica.
Il lavoro di sviluppo ha attinto anche alle soluzioni maturate nelle competizioni. L’obiettivo dichiarato è rendere più intuitiva la guida quando il ritmo aumenta, offrendo maggiore efficacia nei passaggi al limite e nelle fasi di ingresso e uscita dalle curve.
Il V4 guadagna spinta in alto
Sulla Panigale V4 S resta il Desmosedici Stradale da 1.103 cm³, ora omologato Euro 5+ e capace di 218 CV: sono due in più rispetto alla precedente configurazione. La coppia massima raggiunge invece 120,6 Nm a 11.000 giri/min.
Il motore beneficia di un sistema di scarico aggiornato, di un’apertura di aspirazione più ampia e di una lubrificazione ricalibrata per contenere le perdite. A 300 km/h il flusso d’aria cresce dello 0,6%, con effetti soprattutto sul rendimento ai regimi elevati; l’incremento più consistente si registra tra 12.000 e 14.000 giri/min, con 3,5 CV aggiuntivi a 13.000 giri.
Rapporti più lunghi, meno cambi marcia
La trasmissione finale adotta ora la combinazione 17/42, al posto della precedente 16/41. Inoltre, tra seconda e quinta marcia il limitatore viene portato a 15.000 giri/min, lo stesso valore già previsto in sesta.
Queste scelte permettono di rimanere più a lungo nella zona utile del motore e favoriscono sia l’allungo sia la velocità di punta. Sul tracciato di Vallelunga, per completare un giro, sono necessari due cambi marcia in meno. Per chi desidera una preparazione ancora più estrema è disponibile il sistema completo Akrapovič Full Racing Exhaust PRO: porta la potenza a +11 CV e la coppia a +7 Nm, mentre il peso scende di 6,6 kg.
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Telaio più permissivo in piega
La modifica centrale alla ciclistica riguarda il Front Frame, la cui rigidezza laterale è stata diminuita del 12%. La scelta mira a mantenere più costante il contatto della gomma anteriore con l’asfalto quando la moto raggiunge angoli di inclinazione elevati.
Ne derivano, secondo Ducati, più aderenza e precisione nella fase di inserimento, con la possibilità di conservare una velocità superiore a centro curva e riaprire il gas prima. La diversa rapportatura accorcia inoltre l’interasse di 8 mm, rendendo la V4 S più rapida nei cambi di direzione.
La versione S cambia posizione
Tra le dotazioni specifiche della V4 S compaiono semimanubri regolabili per l’impiego in circuito. Un rialzo di 10 mm modifica la postura, aumenta la leva disponibile sullo sterzo e limita lo sforzo richiesto nelle frenate più impegnative e nelle successioni di curve.
Completano l’allestimento le sospensioni Öhlins con gestione elettronica Smart EC 3.0, i cerchi forgiati in alluminio e le pinze monoblocco Brembo Hypure. Anche l’aerodinamica è stata aggiornata: le nuove estremità delle ali, con endplate più grandi, compensano la resistenza supplementare generata dall’aspirazione maggiorata.
Frenata ed elettronica più controllabili
Il precedente Engine Brake Control lascia il posto al Dynamic Engine Brake. Il nuovo sistema utilizza l’algoritmo Ducati Vehicle Observer per adattare il freno motore al carico realmente disponibile sulla ruota posteriore, con l’intento di rendere più progressivo l’ingresso in curva e più stabile la moto durante le frenate a pneumatico inclinato.
Il Race Brake Control aumenta invece il contributo del retrotreno nella decelerazione, sfruttando meglio l’aderenza disponibile. Le due funzioni lavorano insieme per sostenere frenate più profonde, ingressi più veloci e traiettorie più strette. Nell’impiego quotidiano si aggiungono il Vehicle Hold Control, utile nelle partenze in salita, e il controllo della velocità di serie.
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