Clio, il risultato sorprende: 3,5 stelle nei test Green NCAP
La compatta Renault, priva di elettrificazione, raggiunge il 62% nella sostenibilità e si confronta con elettriche, ibride e motori tradizionali.
Le emissioni allo scarico della Kia K4 1.6 T-GDI Spirit sono state gestite con efficacia, tanto da garantirle 8,7/10 nella categoria dedicata alla qualità dell’aria. Il quadro dei consumi resta però meno convincente: 5,8 l/100 km nel ciclo misto reale e 6,3 l/100 km in città.
Anche la Volkswagen Tiguan 2.0 TDI Elegance ha mostrato un comportamento positivo sul fronte delle emissioni allo scarico, con 8,7/10. Il diesel da 2,0 litri mantiene consumi adeguati alla categoria del veicolo, ma l’impiego di carburanti fossili porta il bilancio complessivo del ciclo di vita a 246 g di CO₂ equivalente per chilometro.
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La Clio convince senza ibrido
Il dato più significativo riguarda però la Renault Clio TCe 115 Techno, capace di ottenere 3,5 stelle su 5 e il 62% nella valutazione complessiva della sostenibilità. Il risultato assume rilievo perché la vettura utilizza esclusivamente un propulsore a benzina, senza batteria di trazione, sistema ibrido o altri elementi di elettrificazione.
Il tre cilindri sovralimentato a iniezione diretta ha mantenuto un rapporto equilibrato tra vivacità, richiesta di carburante e sostanze inquinanti emesse, sia nelle verifiche in laboratorio sia nelle prove su strada. A favorire il rendimento contribuisce anche la massa contenuta, pari a 1.186 kg.
Come si distribuiscono i punteggi
Nel dettaglio, la compatta francese ha ricevuto 6,8/10 per la qualità dell’aria, 7,1/10 per l’efficienza energetica e 4,9/10 per i gas responsabili dell’effetto serra. Nel confronto con le altre utilitarie alimentate a benzina, la Clio si colloca così accanto a Seat Ibiza e Volkswagen Polo tra le proposte con il minore impatto.
Luigi Di Matteo, coordinatore Centrale dell’Area Tecnica ACI, ha sottolineato il significato del risultato: «Sebbene le nostre ultime valutazioni mettano in evidenza i vantaggi in termini di sostenibilità che possono offrire le auto elettriche ben progettate, questa Renault dimostra che le Case sono in grado di apportare miglioramenti significativi alle auto a combustione interna che, oggi, continuano a rappresentare una fetta importante del mercato».
Le elettriche guidano la classifica
Il punteggio più alto della tornata spetta alla Kia EV4 Earth da 81,4 kWh, arrivata al 90% e a 5 stelle. La carrozzeria studiata per ridurre la resistenza all’avanzamento sostiene l’efficienza, mentre l’autonomia reale rimane consistente anche con temperature basse.
Il modello permette di preparare l’accumulatore sia in modo automatico sia attraverso un comando manuale, così da rendere più efficace la ricarica. In corrente continua la potenza massima arriva a 130 kW, per poi diminuire gradualmente con l’obiettivo di proteggere la batteria.
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La Mazda 6e 258 Takumi ha invece conquistato 4,5 stelle e l’85%. La linea aerodinamica e il rendimento del motore elettrico aiutano a bilanciare l’impatto ambientale legato alla costruzione dell’auto.
Nei test, la berlina giapponese ha evidenziato consumi energetici regolari alle diverse temperature, una percorrenza reale soddisfacente e un riscaldamento dell’abitacolo particolarmente efficace quando il clima è rigido.
I risultati delle altre motorizzazioni
La Renault Symbioz E-Tech full hybrid 160 si è fermata a 3,5 stelle, con un indice del 64%. Durante le prove di laboratorio svolte in condizioni climatiche calde ha registrato 4,2 l/100 km, mentre al freddo il propulsore termico deve avviarsi spesso per riscaldare l’abitacolo, visto che manca un sistema ad alta tensione destinato a questa funzione.
Tre stelle e un punteggio del 51% sono il bilancio della MG MG3 1.5 a benzina. Il peso di 1.162 kg riduce il fabbisogno energetico nella fase produttiva e limita il consumo degli pneumatici, ma i 5,8 l/100 km rilevati nella marcia reale mista non rappresentano un valore particolarmente basso per un’auto di queste dimensioni.
A penalizzare ulteriormente la MG3 sono le quantità elevate di particolato e monossido di carbonio rilevate durante gli avviamenti a motore freddo. La Volkswagen Tiguan, pur ottenendo un buon voto per le emissioni immediate, sconta invece il peso ambientale del diesel lungo l’intera vita del veicolo.
Con la Kia K4, infine, il controllo degli inquinanti allo scarico ha prodotto un risultato elevato, ma i consumi misurati soprattutto nell’uso urbano hanno impedito un punteggio più consistente. L’insieme delle prove conferma quindi la distanza tra la prestazione locale del motore e l’impatto ambientale complessivo.
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