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Motori 4 min di lettura14 ott

Multe più basse, stretta sui rischi: cosa cambia davvero alla guida

Il nuovo Codice della strada riduce alcuni importi, rafforza i controlli su minicar e veicoli elettrici e modifica le regole per conducenti, Comuni e disabili.

La riduzione degli importi non convince il Codacons, che considera insufficiente intervenire sulle multe senza aumentare i controlli. L’associazione ricorda che tra il 2021 e il 2025 le sanzioni stradali hanno garantito agli enti locali circa 8,5 miliardi di euro, pari a una media di 142 euro per residente.

Secondo il dossier del Codacons, gli incassi sono passati da 1,2 miliardi di euro nel 2021 a 1,6 miliardi nel 2022, 1,77 miliardi nel 2023 e 1,98 miliardi nel 2024, prima di scendere a 1,90 miliardi nel 2025. Gli autovelox delle 21 principali città italiane hanno prodotto complessivamente 306,5 milioni di euro: Firenze è in testa con 86 milioni, davanti a Milano con 52 milioni e a Genova e Bologna, entrambe vicine ai 30 milioni.

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Multe ridotte, ma resta il nodo controlli

Il Codacons sostiene che abbassare o aumentare le sanzioni non basti a rendere più sicure le strade. L’associazione parla di misure incapaci di produrre risultati concreti se non accompagnate da verifiche capillari, citando anche le numerose violazioni delle regole già in vigore per i monopattini elettrici.

Nel nuovo impianto gli importi più frequenti vengono comunque ritoccati verso il basso. Le sanzioni minime da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro vengono portate a 80 euro. È inoltre prevista la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione.


Più tutela per i contrassegni disabili

Per il Contrassegno unificato disabili europeo, i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale dedicata. In questo modo il permesso sarà riconosciuto su tutto il territorio italiano, senza dover ottenere autorizzazioni diverse quando si entra in un’altra città.

Gli enti che non aderiranno non potranno usare i sistemi di rilevazione a distanza per contestare violazioni relative agli spazi riservati o alle Zone a traffico limitato. Alessandra Locatelli ha definito l’obbligo necessario per permettere alle persone con disabilità di spostarsi senza richieste ripetute alle singole amministrazioni.


Le nuove regole per chi guida

Tra le modifiche figura lo stop alla circolazione, fino alla regolarizzazione, per i veicoli privi di assicurazione sulla responsabilità civile. Chi guida non dovrà più avere con sé la patente in formato cartaceo né il libretto di circolazione: le forze dell’ordine potranno controllare i dati direttamente per via telematica.

Per il trasporto professionale il limite di età sale da 68 a 70 anni con tutte le patenti del gruppo 2, comprese C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. Resta prevista una verifica ogni due anni. Gli automobilisti stranieri che rimangono in Italia per oltre 30 giorni dovranno inoltre rispettare le norme italiane sull’assicurazione.

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Minicar, monopattini e biciclette speciali

La manomissione delle minicar sarà punita più severamente. Questi quadricicli leggeri, omologati per una velocità massima di 45 km/h, potranno essere sottoposti a sanzione, immobilizzazione e a un’ulteriore interdizione dalla circolazione per 30 giorni se alterati.

Per le biciclette elettriche utilizzate dai rider e dotate di caratteristiche superiori a quelle delle normali bici a pedalata assistita, arrivano targa e casco obbligatori. Le biciclette a pedalata assistita restano quelle con potenza nominale continua massima di 0,25 kW. I monopattini, invece, non potranno essere utilizzati quando creano ostacolo o pericolo per chi cammina.


Moto e targhe, le altre novità

In autostrada i motociclisti potranno servirsi della corsia di emergenza in presenza di incidenti o rallentamenti. Il programma di revisione comprende anche l’installazione di barriere progettate per ridurre i rischi per chi viaggia su due ruote.

Sarà possibile richiedere targhe personalizzate. La facoltà si aggiunge a quella già riconosciuta ai veicoli storici, che possono ottenere una targa legata al periodo di costruzione, compresa la relativa sigla alfanumerica, purché non risulti già assegnata a un altro mezzo.


Cosa è stato eliminato dal testo

Non entrerà nella versione approvata la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni. La proposta era presente nella prima stesura, ma Matteo Salvini ha scelto di escluderla indicando come priorità la sicurezza e una guida più consapevole.

Sono state cancellate anche le ipotesi di multa per i pedoni che attraversano la strada guardando lo smartphone. Per le notifiche dei verbali rilevati da remoto senza contestazione immediata, infine, il termine per i Comuni si riduce da 90 a 45 giorni.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo nell’ambito della revisione promossa da Matteo Salvini dopo il confronto con oltre cento operatori e associazioni del settore. La riforma interviene quindi sia sull’entità delle sanzioni sia su assicurazioni, controlli digitali, veicoli modificati e mobilità delle persone con disabilità.

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