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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Hyundai, vendite in calo: la risposta passa da costi e nuove tecnologie

Xavier Martinet illustra la strategia europea del gruppo tra veicoli definiti dal software, nuove soluzioni industriali e una gamma pensata per più tipi di alimentazione.

La flessione del 12% registrata da Hyundai nei primi otto mesi dell’anno mette in primo piano la necessità di recuperare terreno, ma senza puntare su una sola tecnologia. In Europa il gruppo vuole infatti mantenere un’offerta ampia, mentre lavora su sistemi elettronici più semplici e meno costosi per le automobili del futuro.

A delineare il quadro è stato Xavier Martinet, amministratore delegato di Hyundai Motor Europe, durante un incontro organizzato nello spazio del marchio coreano al Salone dell’Auto di Parigi. Secondo il manager, innovazione digitale e sostenibilità economica devono procedere insieme.

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La tecnologia deve costare meno

Nel progetto dei veicoli definiti dal software, l’attenzione viene spesso concentrata sugli aggiornamenti a distanza e sulle funzioni che possono essere aggiunte dopo l’acquisto. Per Hyundai, tuttavia, il beneficio iniziale è industriale: ridurre la complessità delle architetture elettroniche e il numero dei cablaggi può abbassare i costi di produzione.

“Quando parliamo di veicoli definiti dal software, molte persone insistono sulla possibilità di aggiornare la macchina e aggiungere nuove funzioni attraverso il software. Il primo vantaggio, però, è abbassare i costi”, ha spiegato Martinet. Il gruppo intende sviluppare ulteriormente queste soluzioni e prevede di dedicare loro un appuntamento specifico nel 2027.

La presenza a Parigi ha offerto anche una panoramica sugli altri ambiti tecnologici nei quali Hyundai è impegnata. Sullo stand sono stati mostrati il robot Spot, gli esoscheletri Hyundai X-ble Shoulder e il lavoro con Waymo sulla guida autonoma; gli esoscheletri sono già impiegati negli stabilimenti per limitare la fatica fisica degli addetti.


Un’Europa che chiede motori diversi

La strategia commerciale non prevede un abbandono delle motorizzazioni diverse da quella elettrica. In Europa le vetture completamente elettriche rappresentano oggi circa il 22-23% delle vendite Hyundai, con una quota tra il 25% e il 30% in Francia, Germania e Regno Unito. In alcuni Paesi, invece, la domanda di modelli non totalmente elettrici arriva al 95%.

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“L’Europa non è un mercato uniforme e vogliamo essere in grado di rispondere a tutti i clienti”, ha affermato il dirigente. La dimensione internazionale di Hyundai Motor Group, che vende oltre 7 milioni di veicoli ogni anno, consente secondo Martinet di distribuire gli investimenti su più sistemi di propulsione.

La sequenza ravvicinata dei lanci elettrici degli ultimi 18 mesi — Inster, Ioniq 9, Ioniq 6 e Ioniq 3 — non viene interpretata come una svolta esclusiva verso l’elettrico. I tempi di sviluppo e la ripresa degli investimenti dopo la pandemia hanno influito sul calendario dei debutti, mentre la nuova Tucson e la Bayon aggiornata, presentate a Parigi, ampliano l’offerta per chi cerca soluzioni differenti.


Nuovi modelli per recuperare

Il calo delle vendite rende centrale il rinnovo della gamma. Martinet ha indicato nei nuovi prodotti uno degli strumenti per riportare i risultati “a un livello più in linea con quello che abbiamo raggiunto in passato”. Nella prima metà del 2027 è inoltre attesa una nuova vettura non elettrica del segmento B.

La concorrenza dei costruttori cinesi aggiunge un’ulteriore pressione. Hyundai ritiene di poter contare oggi su elementi distintivi diversi da prezzo e garanzia, che in passato erano i principali motivi di scelta: “Oggi i clienti ci scelgono per il design e la tecnologia”. Il gruppo dovrà comunque conservare una differenza di prezzo sostenibile e coerente con i contenuti offerti.

Martinet ha infine ricordato che Hyundai Motor Group comprende circa 70 aziende e opera lungo numerosi passaggi della filiera, dalla siderurgia alle tecnologie per la mobilità. Questa integrazione, a suo giudizio, rende più flessibile la gestione degli approvvigionamenti e aiuta ad affrontare le oscillazioni del mercato.

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