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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Flotte aziendali, il freno fiscale che rallenta il rinnovo

Le associazioni chiedono regole più stabili per accelerare il ricambio dei veicoli, sostenere l’elettrificazione e avvicinare l’Italia ai livelli europei.

L’evoluzione delle flotte aziendali può diventare una leva decisiva per rendere più sostenibile la mobilità italiana. La diffusione di veicoli elettrificati e l’impiego di strumenti più avanzati per amministrare gli spostamenti sono infatti indicati come passaggi essenziali per ridurre il ritardo accumulato dal mercato nazionale.

Il rafforzamento del comparto avrebbe effetti anche oltre il settore automobilistico: coinvolgerebbe industria, distribuzione e obiettivi ambientali fissati dall’Europa per i prossimi anni.

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Un mercato ancora sotto la media europea

I Fleet e Mobility manager riuniti in Best Mobility amministrano complessivamente più di 83.000 veicoli appartenenti a grandi aziende italiane e multinazionali operative nel Paese. Si tratta di un segmento con un peso rilevante, ma ancora distante dai principali parametri continentali.

In Italia, infatti, le immatricolazioni destinate alle imprese sfiorano il 30% del totale. La quota media europea è invece prossima al 60%, un divario che segnala ampi spazi di crescita e rende il canale aziendale uno degli snodi centrali per il futuro dell’automotive.


Le imprese chiedono orizzonti più lunghi

Secondo Federico Di Paola, presidente di Best Mobility, la programmazione delle flotte non può convivere con continui cambiamenti tributari. «La gestione di una flotta richiede programmazione e visibilità sui costi, mentre un quadro fiscale caratterizzato da frequenti modifiche crea incertezza e frena gli investimenti», ha affermato, aggiungendo che la stabilità normativa è indispensabile per definire una politica aziendale della mobilità efficace.

Anche Andrea Massara, direttore commerciale Fleet Support, ha richiamato la durata pluriennale delle decisioni prese dalle aziende. In un intervento su LinkedIn ha osservato che gli effetti economici delle scelte adottate oggi si distribuiscono nel tempo e ha ricordato che la proposta delle quattro associazioni attende ancora un possibile inserimento nella legge di Bilancio.


La proposta per cambiare passo

Best Mobility sostiene il progetto di revisione della fiscalità delle auto aziendali trasmesso da Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio. L’obiettivo è costruire un sistema più prevedibile e compatibile con quello degli altri Paesi europei.

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Tra le richieste figura l’adeguamento delle regole su detrazione dell’IVA e deduzione dei costi alle prassi più favorevoli adottate in Europa. Una simile modifica dovrebbe rendere più conveniente la sostituzione dei veicoli e alimentare il mercato dell’usato con mezzi più giovani, sicuri e meno emissivi.

Un secondo intervento riguarda i rimborsi riconosciuti ai dipendenti per l’energia utilizzata nella ricarica domestica delle auto elettriche. La loro esclusione dalla tassazione viene indicata come uno strumento concreto per accompagnare la transizione energetica.


Norme e costi al centro del confronto

Le richieste sono emerse durante il seminario online «La chiarezza fiscale non è un optional», organizzato da Best Mobility con il patrocinio di Aniasa e Unrae e con la partecipazione di Francesco Delli Falconi, partner di CMS Law Tax Future.

Nel corso dell’incontro sono state esaminate diverse questioni che complicano la gestione dei veicoli aziendali: il Decreto Omnibus, il calcolo del valore normale, il trattamento tributario degli optional e l’incremento della tassazione applicato ai mezzi con più di cinque anni. Sono tutti aspetti capaci di incidere sui bilanci, sulle scelte di mobilità interna e sui piani di investimento.

Le flotte hanno in genere cicli di utilizzo medi di circa quattro anni. Per questo, un quadro fiscale stabile potrebbe accelerarne il rinnovo e trasferire sul mercato dell’usato una maggiore quantità di veicoli recenti, contribuendo al tempo stesso al ricambio del parco circolante nazionale.

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