Clarkson attacca Colapinto: la battuta sulle Falkland scatena il caso
Una frase pronunciata in diretta durante il Gran Premio degli Stati Uniti ha provocato la reazione dell’Alpine e del rappresentante del pilota argentino.
La polemica è esplosa ad Austin dopo una battuta di Jeremy Clarkson sulla nazionalità di Franco Colapinto. L’Alpine, che aveva ospitato il conduttore britannico nel corso della giornata, ha preso le distanze dalle sue parole e ha ribadito pubblicamente il sostegno al proprio pilota.
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La frase che ha riacceso il conflitto
Durante un collegamento con Sky Sports UK, Clarkson stava commentando le qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti 2026. Colapinto era stato arretrato di dieci posizioni sulla griglia per la sostituzione della centralina della motorizzazione Mercedes montata sulla sua Alpine, ma il conduttore ha collegato ironicamente la sanzione all’origine argentina del pilota.
“Franco ha preso una penalità per il fatto di essere argentino, probabilmente. O almeno, io gli avrei dato una penalità per questo motivo, ma giusto per quello che è successo quando noi siamo andati lì”, ha detto in diretta. Il riferimento era alla guerra del 1982 e alla disputa ancora aperta tra Argentina e Regno Unito sulla sovranità delle isole Falkland/Malvinas, arcipelago situato al largo della costa argentina ma amministrato da Londra.
Alpine e il suo entourage reagiscono
La scuderia francese ha diffuso una nota per condannare l’intervento del suo ospite. “Siamo a conoscenza di quello che un ospite della nostra squadra ha detto durante un’intervista in televisione, qui a Austin. Franco è un nostro pilota e ha il nostro pieno supporto”, ha fatto sapere Alpine, senza lasciare dubbi sulla propria posizione.
Anche Jamie Campbell-Walter, rappresentante di Colapinto, ha definito inaccettabile il richiamo alla nazionalità del pilota. Ha sottolineato che in Formula 1 non dovrebbero trovare spazio commenti simili, nemmeno quando vengono presentati come semplici scherzi, e ha ricordato il lavoro svolto per contrastare ostilità e abusi in rete.
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Un precedente già legato alle Falkland
Il tema non è nuovo per Clarkson. Nel corso delle riprese in Patagonia di uno speciale di The Grand Tour, la troupe di Amazon era stata bersagliata con pietre e uova dagli abitanti di Ushuaia. A provocare la reazione aveva contribuito la targa della Porsche 928 guidata da Clarkson: “H982 FKL”, considerata un’allusione alla guerra delle Falkland/Malvinas.
L’ex volto di Top Gear e The Grand Tour è inoltre noto per altre uscite controverse. Nel 2005 aveva suscitato critiche una battuta sul navigatore satellitare della Mini, secondo cui il dispositivo conduceva “solo in Polonia”: una frase che richiamava l’invasione nazista del 1939 e l’inizio della Seconda guerra mondiale.
La nuova polemica dopo i problemi di salute
Clarkson, 66 anni, si trovava negli Stati Uniti anche mentre seguiva la promozione della sesta stagione de La fattoria Clarkson, trasmessa da Amazon Prime Video. Di recente aveva reso noto di essersi sottoposto a un intervento per rimuovere un tumore aggressivo alla prostata.
Nel paddock di Austin era stato ripreso anche mentre scherzava con Flavio Briatore, responsabile della squadra Alpine. La successiva presa di posizione del team ha però separato quel momento conviviale dalle parole pronunciate in televisione, riportando l’attenzione sulla reazione argentina e sul sostegno dichiarato a Colapinto.
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