Hamilton sfida i dossi: «A 41 anni la schiena regge»
Il britannico minimizza le asperità del circuito texano, mentre Sainz denuncia sobbalzi e condizioni che richiederebbero interventi della FIA.
Lewis Hamilton ha scelto l’ironia per commentare le asperità del tracciato di Austin. Dopo le qualifiche, il pilota della Mercedes ha riconosciuto la presenza di alcuni punti sconnessi, ma ha escluso di averne risentito fisicamente: «Ho 41 anni e la mia schiena sta benissimo».
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Hamilton promuove la sfida texana
Il sette volte campione del mondo non considera i dossi un difetto decisivo del Circuit of The Americas. A suo giudizio, le irregolarità dell’asfalto rendono il giro più impegnativo e aggiungono personalità a una pista che ha definito fantastica.
Hamilton ha indicato soprattutto le curve 9 e 19 come i tratti più mossi, mentre non vede particolari criticità alla curva 1. La sua valutazione, quindi, è meno severa rispetto a quella espressa da altri protagonisti del fine settimana texano.
Sainz chiede interventi alla pista
Carlos Sainz ha invece concentrato l’attenzione su due dossi precisi, collocati alla curva 1 e alla curva 19. Il pilota della Williams ha spiegato che, nei passaggi più difficili, la vettura sobbalza al punto da compromettere la visuale e lasciare conseguenze fisiche dopo la sessione.
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«Di dossi ce ne sono due, in Curva 1 e alla 19. Non si vede niente, la testa sobbalza e dopo la sessione un po’ di ibuprofene aiuta», ha raccontato Sainz. Lo spagnolo ha aggiunto che quelle irregolarità, a suo parere, non avrebbero dovuto superare i controlli della FIA e ha paragonato il percorso alle gare della Dakar affrontate dal padre.
Perché l’asfalto resta irregolare
Le lamentele dei piloti riguardano una caratteristica nota del circuito costruito ad Austin. Il terreno argilloso sul quale sorge l’impianto ha favorito nel tempo la formazione di avvallamenti e dislivelli in alcune zone del tracciato.
Negli anni sono stati eseguiti diversi lavori per migliorare la superficie, ma alcuni settori continuano a presentare un fondo sconnesso. Sainz sostiene che siano già individuati gli interventi necessari, mentre Hamilton interpreta quelle imperfezioni come un ulteriore elemento di difficoltà del circuito.
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