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Motori 4 min di lettura2 ore fa

Marquez, il colpo che resta: Martin ferito e mondiale ancora aperto

La gara cancellata a Phillip Island ha congelato il distacco, ma la Sprint australiana può aver cambiato gli equilibri psicologici tra Marquez e Martin.

La domenica di Phillip Island si è conclusa senza gara, dopo una lunga serie di rinvii provocati dalle condizioni del circuito. Il risultato ha lasciato invariata la classifica, ma non necessariamente le sensazioni dei protagonisti: Marc Marquez conserva 10 punti su Jorge Martin, mentre Marco Bezzecchi è distante 50 lunghezze.

Il vantaggio più importante per il pilota Ducati, però, potrebbe essere arrivato dalla Sprint del sabato. Martin, più veloce in alcuni passaggi, è caduto e ha riportato la frattura composta della parte distale del radio. Un episodio che ricorda, per dinamica psicologica, il duello tra Valentino Rossi e Casey Stoner a Laguna Seca nel 2008.

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Il vantaggio di Marquez resta intatto

La cancellazione della gara ha impedito a Marquez di trasformare la sua posizione in classifica. Con una vittoria avrebbe potuto portare il margine su Martin a 30 punti; con un secondo posto sarebbe salito a 35. Invece, il distacco è rimasto quello maturato prima dell’appuntamento australiano.

La situazione, tuttavia, non è più quella di una settimana fa. Prima di Phillip Island i due contendenti ripartivano quasi alla pari, chiamati semplicemente a prevalere nelle gare restanti. Ora Marquez può attaccare con un piccolo margine e Martin dovrà prima verificare le condizioni del polso, poi ritrovare il ritmo e soltanto dopo pensare a recuperare.

Il pilota Aprilia ha effettuato una Tac nella notte italiana. L’esame ha escluso fratture all’ulna e ha confermato soltanto quella composta al radio. Massimo Rivola ha spiegato che Martin resterà vicino alla squadra e potrebbe raggiungerla in Malesia, anche se non è ancora chiaro se sarà in grado di correre a Sepang.

Il dottor Claudio Costa ha lasciato aperta questa possibilità. L’assenza di una lesione all’ulna e il carattere composto della frattura alimentano la speranza di un rientro già nel prossimo fine settimana, ma la decisione dipenderà dalle condizioni effettive del pilota.


Una Sprint combattuta fino al limite

Bezzecchi ha mostrato un ritmo molto competitivo nella gara breve, rimontando dopo una qualifica condizionata dall’asfalto umido. Il nono tempo in Q2 lo ha costretto a partire indietro; considerando anche le assenze di Martin e Raul Fernandez, resta il dubbio su quale risultato avrebbe potuto ottenere da una posizione più favorevole.

Il pilota italiano è ancora in corsa per il titolo sia matematicamente sia, in termini puramente sportivi, grazie alla velocità dimostrata nel corso della stagione. La rincorsa, però, è complicata dal distacco di 50 punti e dal rendimento dei due rivali diretti. Anche Valentino Rossi ha indicato Bezzecchi come uno dei piloti più rapidi del campionato.

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Al centro della Sprint, intanto, c’è stata la sfida tra Marquez e Martin. Dopo il successo, Marquez ha spiegato: «Lui aveva un pizzico di velocità in più, ma mi sono difeso come ho potuto». Il pilota Ducati ha raccontato di aver notato i movimenti della moto dell’avversario e di aver scelto di aumentare la pressione, consapevole che entrambi stavano guidando vicino al limite.

Martin ha poi commesso l’errore decisivo, mentre Marquez è riuscito a rimanere in piedi nonostante una gara molto rischiosa. «Se non fosse stato Martín non sarei entrato così deciso, ma oggi toccava farlo», ha aggiunto il vincitore, chiarendo quanto fosse importante non lasciare spazio a una fuga iniziale.


Il precedente di Laguna Seca

Il paragone con Laguna Seca nasce da una situazione simile. Nel 2008 Stoner arrivò in California dopo tre vittorie consecutive e con una velocità superiore a quella di Rossi su quel tracciato. Il pilota Yamaha scelse allora di non lasciare ritmo e tranquillità all’australiano, impostando una gara aggressiva e caratterizzata anche dal celebre sorpasso al Cavatappi.

La pressione portò Stoner all’errore. Rossi vinse, mentre il pilota Ducati, dopo essere caduto, riuscì comunque a terminare secondo. Quei 5 punti non descrissero da soli l’effetto di quella gara: il messaggio fu soprattutto psicologico, perché Rossi dimostrò di poter battere il rivale anche nel circuito in cui sembrava più forte.

A Phillip Island il contesto è diverso e non si può parlare di una replica perfetta. Tuttavia, Marquez ha affrontato la Sprint con una logica paragonabile: non consentire a Martin, leggermente più rapido, di imporre il proprio ritmo senza essere disturbato.

La vigilia aveva già aggiunto tensione al confronto. L’affermazione di Marquez secondo cui chi possiede davvero la velocità non avrebbe bisogno di ordini di squadra è stata letta come una provocazione rivolta a Martin: una richiesta, nemmeno troppo velata, di dimostrare il proprio valore in pista.

La frattura e la gara cancellata hanno poi fermato il confronto prima che il fine settimana potesse esprimere tutto il suo potenziale. Marquez non ha sferrato il colpo definitivo in classifica, ma ha guadagnato una posizione più favorevole e può affrontare il prossimo appuntamento sapendo che il rivale dovrà convivere con un infortunio. Il mondiale resta aperto; dopo Phillip Island, però, le certezze di Martin sembrano meno solide.

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