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Motori 2 min di lettura15 ott

Carburante alle stelle, l’autotrasporto avverte: possibile blocco nazionale

Conftrasporto chiede un incontro immediato al governo mentre le proteste spontanee dei camionisti si estendono e nel Mezzogiorno si preparano nuovi blocchi stradali.

Il rincaro del gasolio sta spingendo il settore dell’autotrasporto verso una nuova fase di forte tensione. Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, ha chiesto al governo di convocare con urgenza le associazioni di categoria e ha avvertito che, senza risposte, potrebbe essere valutata la proclamazione di un fermo nazionale, con il rischio di paralizzare il Paese.

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La protesta si allarga sulle strade

Secondo Russo, l’impennata dei costi ha già prodotto manifestazioni spontanee in diverse zone d’Italia. Il presidente di Conftrasporto ha spiegato che altri operatori, soprattutto nel Mezzogiorno, si starebbero organizzando per attuare blocchi stradali.

Il dato più preoccupante, nella ricostruzione dell’associazione, è che le iniziative non sono state indette né coordinate dalle organizzazioni del comparto. Si tratta di mobilitazioni nate direttamente tra le imprese, una circostanza che Russo considera il segnale della crescente esasperazione degli imprenditori. «La situazione è molto preoccupante», ha dichiarato, richiamando l’attenzione sull’aumento dei costi sostenuti quotidianamente dalle aziende.


Il nodo degli aiuti ancora attesi

Dall’inizio della guerra, ha ricordato Russo, il prezzo del carburante per l’autotrasporto è salito di oltre 50 centesimi al litro. Per questo Conftrasporto sollecita l’attuazione dell’intesa raggiunta con il governo a maggio, che prevedeva risorse per fronteggiare il caro carburante.

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Una parte degli stanziamenti, secondo quanto riferito dal presidente, non sarebbe ancora arrivata alle imprese. L’associazione chiede inoltre che venga rispettato l’impegno ad aggiungere nuovi fondi nel caso in cui il gasolio avesse continuato a rincarare. «Il governo deve intervenire con ulteriori stanziamenti», ha concluso Russo, collegando la richiesta alla dinamica dei prezzi registrata negli ultimi mesi.


L’appello a Palazzo Chigi

La richiesta centrale di Conftrasporto è una convocazione immediata delle associazioni dell’autotrasporto. L’obiettivo è affrontare il peso economico dei rincari prima che le iniziative locali si trasformino in una mobilitazione più ampia.

Russo ha posto una scadenza politica precisa: in assenza di risposte, il settore potrebbe prendere in considerazione un fermo nazionale. Una simile decisione, nelle parole del presidente, avrebbe conseguenze sull’intero Paese, mentre le proteste già segnalate continuano a estendersi al di fuori dei canali ufficiali.

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