Pedoni, la nuova stretta: fermarsi prima delle strisce e luci di notte
La riforma del Codice della Strada punta a prevenire gli incidenti imponendo nuove cautele a chi attraversa e cammina al buio fuori dai centri abitati.
La sicurezza dei pedoni passa anche da comportamenti più prudenti di chi si muove a piedi. La riforma del Codice della Strada allo studio di Palazzo Chigi introduce infatti nuove prescrizioni per l'attraversamento e per la marcia notturna sulle strade extraurbane, senza però ridurre gli obblighi di attenzione a carico degli automobilisti.
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Prima delle strisce servirà fermarsi
La modifica più rilevante riguarda l'istante che precede l'ingresso sulla carreggiata. Il pedone dovrà arrestarsi, cercare il contatto visivo con il conducente e assicurarsi che la propria presenza sia stata percepita. Prima di procedere, dovrà inoltre verificare che il veicolo abbia realmente rallentato o si stia fermando per lasciargli il passaggio.
Anche una volta iniziato l'attraversamento non sarà possibile muoversi in modo imprevedibile. Il testo vieta infatti cambi repentini di direzione, spostamenti laterali improvvisi e altri gesti capaci di mettere in difficoltà chi guida. La cautela richiesta al pedone, tuttavia, non cancella quella dell'automobilista, che dovrà continuare a prestare la massima attenzione in presenza di persone a piedi.
Restano confermate anche le regole già note. Le strisce dovranno essere utilizzate quando si trovano entro cento metri; chi attraversa lontano dagli spazi dedicati dovrà concedere la precedenza ai veicoli. Rimarranno inoltre vietati l'attraversamento in diagonale di piazze e incroci e il passaggio davanti ad autobus o tram fermi alla fermata.
Di notte servirà essere visibili
Un'altra novità riguarda chi percorre al buio le strade fuori dai centri abitati, in assenza di illuminazione pubblica. In queste condizioni sarà necessario indossare un giubbotto o delle bretelle rifrangenti ad alta visibilità, così da rendersi riconoscibili agli automobilisti con maggiore anticipo.
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In alternativa agli elementi rifrangenti, il pedone potrà utilizzare una luce arancione con emissione orizzontale a 360 gradi oppure un diverso dispositivo di illuminazione considerato adeguato. L'obiettivo della misura è ridurre il rischio che una persona venga individuata troppo tardi, soprattutto sui tratti privi di lampioni.
Il divieto dimenticato sui ponti
La proposta richiama anche una prescrizione poco conosciuta che riguarda i gruppi di pedoni. Quando attraversano un ponte, non potranno procedere mantenendo un passo cadenzato e sincronizzato.
Alla base non ci sarebbe una semplice formalità burocratica, ma un fenomeno legato alla risonanza meccanica. Se il ritmo dei passi dovesse coincidere con la frequenza naturale di oscillazione della struttura, le vibrazioni potrebbero aumentare fino a provocare sollecitazioni rilevanti e, nei casi più gravi, danni al ponte.
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