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BMW rallenta, ma l’elettrico cresce: la Cina trascina giù i conti

Nel terzo trimestre le consegne scendono a 551mila vetture, mentre Europa, Stati Uniti e modelli elettrici mostrano segnali positivi

Il bilancio del terzo trimestre evidenzia una frenata per BMW: le vendite globali si sono fermate a 551mila automobili, con una riduzione del 6,3% rispetto allo stesso periodo. A controbilanciare almeno in parte il dato negativo è stata la domanda di vetture elettriche, aumentata del 7,2% fino a quota 110mila unità.

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La Cina resta il principale ostacolo

Il risultato più pesante arriva dal mercato cinese, dove il gruppo di Monaco di Baviera ha consegnato 114mila veicoli. Il confronto con il terzo trimestre precedente mostra una contrazione del 24,8%, un calo che incide in modo significativo sull’andamento complessivo della casa automobilistica.

Anche la macroarea che comprende Asia-Pacifico, Europa dell’Est, Medio Oriente e Africa ha registrato una diminuzione, pari al 10,9%. I dati disponibili non separano l’andamento dei singoli mercati inclusi in questa vasta regione.

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Europa e Stati Uniti tengono

A sostenere le consegne sono invece Europa e Stati Uniti. Nel mercato europeo BMW ha venduto 236mila auto, il 2,6% in più su base annua, mentre negli Usa le unità consegnate sono state 107mila, con un incremento del 2,5%.

La crescita delle elettriche rappresenta l’altro elemento positivo del trimestre. Le 110mila vetture a batteria vendute segnano un aumento del 7,2%, ma non sono bastate a compensare la forte flessione registrata in Cina e il calo nelle altre aree internazionali.

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