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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Batterie meno care, ma le elettriche restano costose: il motivo

Il risparmio tecnologico non ha ridotto abbastanza i listini delle auto compatte, mentre nuove regole europee potrebbero aumentare ulteriormente la spesa

La ricarica bidirezionale potrebbe diventare un optional per evitare che il prezzo delle auto elettriche più accessibili aumenti fino a 4.000 euro. La proposta europea è ancora allo studio e non è quindi certo che l’obbligo venga trasformato in legge.


La scelta sull’energia resta aperta

L’ipotesi riguarda le vetture a zero emissioni dei segmenti A, B e C e prevede che possano restituire alla rete l’elettricità conservata nella batteria. In questo modo l’auto funzionerebbe anche come accumulatore mobile, oltre a essere utilizzata per gli spostamenti.

Con il sistema V2H, l’energia potrebbe alimentare l’abitazione nelle ore più costose, dopo essere stata accumulata quando le tariffe sono inferiori o la produzione rinnovabile è elevata. Il V2G, invece, consentirebbe di trasferire elettricità alla rete pubblica per aiutarne l’equilibrio. L’installazione obbligatoria, però, farebbe salire i costi industriali: l’incremento stimato dei listini va da 500 a 4.000 euro, in base al tipo di caricatore.


Il risparmio delle batterie non basta

Tra il 2020 e il 2025 il prezzo globale delle batterie, depurato dall’inflazione, è sceso di circa il 35%. Nello stesso periodo, tuttavia, le case hanno destinato buona parte dei margini recuperati a modelli più potenti e meglio equipaggiati, soprattutto nei segmenti medi, medio-alti e di lusso.

Questa strategia ha lasciato in secondo piano utilitarie e citycar, che non hanno ancora raggiunto la parità di prezzo con le equivalenti vetture a benzina o diesel. Un’analisi realizzata in Germania dal Consiglio Internazionale per i Trasporti Puliti e dall’Istituto Fraunhofer per la Ricerca sui Sistemi e l’Innovazione mostra infatti che il prezzo reale delle elettriche è diminuito di circa il 18%, mentre il listino medio è passato da circa 37.000 euro a circa 53.000 euro, con una crescita nominale del 43%.

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La gamma si è spostata verso l’alto

L’aumento medio non dipende soltanto dal costo dei singoli veicoli, ma anche dal cambiamento dell’offerta. Nel 2025 i modelli di fascia media e medio-alta rappresentavano il 73% delle proposte elettriche, mentre le auto più piccole si fermavano al 14%.

Nella soglia sotto i 30.000 euro erano disponibili 19 modelli elettrici, contro 35 alimentati da motori a combustione interna. Al contrario, l’intera offerta a batteria in Germania è quadruplicata in cinque anni, passando da 38 a 159 modelli; nello stesso arco temporale, le alternative a benzina o diesel sono scese da 275 a 194.


Parità raggiunta solo dai modelli più ricchi

Il calo delle batterie ha permesso ai costruttori di avvicinare, e in alcuni casi allineare, i prezzi delle elettriche di fascia media, medio-alta e premium a quelli delle omologhe con motore tradizionale. Per le compatte e le citycar, invece, il divario è rimasto.

L’unico comparto in cui anche le versioni meno costose hanno raggiunto la sostanziale equivalenza con i modelli a combustione è quello delle ibride ricaricabili. La prospettiva di imporre la ricarica bidirezionale dal termine del 2027 potrebbe rendere ancora più difficile ridurre il prezzo delle vetture elettriche di piccola taglia.

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