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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Ferrari, podio e rimpianti: a Singapore serve una conferma

Hamilton salva il bilancio con il terzo posto, mentre Antonelli avvicina il titolo e Verstappen ritrova il successo in una gara segnata da pioggia, errori e sorprese

Il terzo posto di Lewis Hamilton lascia alla Ferrari un segnale incoraggiante, ma non abbastanza per allentare la pressione. Il ritmo mostrato con le gomme più tenere ha aperto una possibilità che il prossimo appuntamento di Singapore dovrà verificare: a Maranello servono progressi concreti, non soltanto piazzamenti ottenuti in rimonta.


Il podio non cancella i dubbi

La scelta iniziale della Ferrari, con pneumatici morbidi su entrambe le monoposto, ha complicato subito la gara. Hamilton, partito dalla seconda posizione, è precipitato al 16° posto; Charles Leclerc, dopo il contatto con Bortoleto, si è ritrovato ultimo al termine della sosta ai box.

Hamilton ha però gestito con esperienza le Pirelli più delicate, recuperando terreno anche grazie a due ingressi della vettura di sicurezza. Il britannico ha costruito una rimonta solida e ha approfittato del ritiro di Russell per salire sul podio. Nel frattempo, Leclerc ha trovato velocità con le gomme morbide, arrivando in quel frangente a girare più rapidamente di Antonelli, che si trovava al comando.


Singapore dirà quanto vale Ferrari

Nel finale entrambi i piloti della Ferrari hanno superato Hadjar, completando una gara interamente dedicata al recupero. Resta però il divario dalla vetta: quando è entrata in pista l’ultima vettura di sicurezza, Hamilton accusava ancora circa mezzo minuto da Verstappen.

Il risultato offre dunque uno spiraglio, non una risposta definitiva. Vasseur, Vigna e il resto della squadra sono sottoposti a un’attenzione crescente, perché alla Ferrari viene chiesto di puntare alle vittorie e non di accontentarsi di arrivi ottenuti con fatica. Singapore, domenica prossima, sarà il primo banco di prova per capire se il segnale visto in Malesia potrà trasformarsi in continuità.


Verstappen e Kimi, passo da campioni

Max Verstappen ha imposto il proprio ritmo nel momento più delicato, quando l’aderenza cambiava rapidamente. La Red Bull, migliorata nelle ultime gare sotto la direzione tecnica di Laurent Mekies, è tornata a tagliare il traguardo per prima dopo 72 Gran Premi: un successo che ha valore anche per il costruttore di motori, arrivato a questo risultato dopo appena 16 gare e ora accostabile a Ferrari, Mercedes e Audi in questo ruolo.

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Andrea Kimi Antonelli ha chiuso secondo, ma il risultato gli ha permesso di portare a 84 punti il margine su Russell nella classifica iridata. Partito dalla terza casella, il giovane italiano ha preso subito la testa e ha provato a mettere in difficoltà Verstappen, senza trasformare il tentativo in un rischio eccessivo. Il suo atteggiamento, unito alla capacità di guidare sul fondo mutevole, rafforza l’idea di un pilota ormai vicino al traguardo più importante.


Una gara piena di sorprese

L’avvio, rinviato e condizionato dalla pioggia, ha lasciato spazio a un asfalto che sembrava destinato ad asciugarsi rapidamente. Invece la pista è rimasta insidiosa, passando poi a un fondo asciutto ma difficile da interpretare. Antonelli ha duellato con Verstappen e ha superato Russell, che gli era inizialmente passato davanti; il compagno di squadra, pur senza colpe nel guasto, ha pagato ancora una volta un problema tecnico quando era terzo a cinque giri dalla conclusione.

La Mercedes, attesa a un deciso salto di qualità con il nuovo pacchetto aerodinamico, ha quindi raccolto meno del previsto. Anche la McLaren ha deluso le aspettative a causa di una regolazione non riuscita, mentre Fernando Alonso ha portato l’Aston Martin all’ottavo posto, risultato superiore a quanto lasciasse immaginare il potenziale della vettura.

Il Gran Premio, disputato in Malesia e indicato nel testo della gara come appuntamento del Bahrain, ha così premiato soprattutto la lettura delle condizioni e la sensibilità al volante. Verstappen ha conquistato il successo, Antonelli ha consolidato la propria posizione e Hamilton ha salvato la domenica della Ferrari: bilanci diversi, ma tutti emersi da una corsa rimasta incerta fino alle battute finali.

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