Sepang ribalta la F1: Verstappen vola, Mercedes perde certezze
La gara malese ridisegna gli equilibri: Red Bull trova il salto decisivo, Ferrari sfrutta la sua finestra ideale e Mercedes deve verificare gli ultimi sviluppi
Il debutto sul bagnato delle nuove monoposto ha evidenziato un problema inatteso: non la tenuta delle vetture, rimasta adeguata, ma la gestione elettronica delle unità motrici. Le basse velocità del giro di formazione e i parametri previsti con pista umida hanno attivato restrizioni sull’energia recuperabile nei vari settori, rendendo necessario l’intervento della FIA. Ora resta da capire se l’origine sia legata anche al controllo del turbo e quali correzioni adottare.
Aston Martin torna a respirare
La domenica malese ha regalato anche segnali incoraggianti all’Aston Martin, tornata a raccogliere punti con Fernando Alonso. La AMR26 conserva diverse carenze, ma il miglioramento della deportanza, della potenza e soprattutto della guidabilità è diventato più evidente rispetto alle gare precedenti.
Alle spalle delle squadre di vertice, invece, la Racing Bulls ha confermato la propria posizione di riferimento. In una corsa segnata da numerosi errori altrui, la scuderia si è avvicinata ulteriormente al quinto posto nella classifica iridata.
McLaren, un altro fine settimana nero
Per McLaren il copione seguito dopo Baku è stato nuovamente negativo. Le MCL40 hanno mostrato una velocità inferiore alle attese e la squadra ha aggiunto agli errori di guida alcune decisioni strategiche poco efficaci, tra cui l’impiego delle gomme più dure in una gara fresca e caratterizzata da usura contenuta.
Sepang avrebbe dovuto adattarsi meglio al progetto della squadra campione del mondo. Il risultato, invece, ha riaperto gli interrogativi sul rendimento degli aggiornamenti introdotti nelle ultime settimane.
Ferrari sfrutta il momento giusto
La Ferrari ha rischiato di compromettere la gara già nella fase iniziale, quando ha scelto pneumatici da asciutto senza avere un quadro completo delle condizioni dell’asfalto. Lewis Hamilton ha perso oltre 20 secondi al giro rispetto ai primi, mentre Charles Leclerc, passato alle gomme intermedie, ha trovato immediatamente un ritmo vicino a quello di Max Verstappen.
La doppia entrata della vettura di sicurezza ha poi rimesso in corsa il Cavallino. Hamilton ha tenuto un passo paragonabile a quello di Kimi Antonelli pur disponendo di pneumatici più vecchi di quasi 10 giri e già sottoposti a numerosi sorpassi. La SF-26 probabilmente non disponeva del potenziale necessario per impensierire Verstappen, ma le sue qualità sono emerse con chiarezza: buona gestione delle gomme, carico nelle curve veloci e un avantreno preciso.
Il risultato va comunque letto con prudenza. A Sepang la monoposto ha trovato condizioni particolarmente favorevoli, anche perché la temperatura dell’asfalto era inferiore di 20°C rispetto ai giorni precedenti, con un effetto positivo sull’usura. I prossimi sviluppi dovranno ampliare la finestra di funzionamento, approfittando anche del rendimento meno convincente degli ultimi aggiornamenti Mercedes e McLaren.
Mercedes cerca una spiegazione
Il campionato di Kimi Antonelli è ormai vicino alla conquista matematica, ma il fine settimana ha lasciato più dubbi che certezze all’interno della Mercedes. George Russell è stato ancora una volta fermato da un problema alla sua unità motrice: la squadra dovrà stabilire se riutilizzarla oppure ricorrere a un propulsore già impiegato, con il rischio di una penalizzazione sulla griglia di Singapore, pista dove superare è particolarmente difficile.
Antonelli, favorito dalle curve ampie e dalle frenate combinate del tracciato malese, è tornato più rapido del compagno. Il suo stile, basato su ingressi aggressivi e sulla rotazione della vettura senza affidarsi eccessivamente all’avantreno, ha funzionato meglio a Sepang. Tuttavia, nemmeno l’italiano è riuscito a mantenere il ritmo della Red Bull.
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Gli aggiornamenti hanno aumentato la resistenza all’avanzamento della W17, che non è più stata altrettanto efficace sui rettilinei. La monoposto ha inoltre manifestato un sottosterzo marcato, soprattutto nelle curve lente. La causa potrebbe risiedere nel modo in cui le gomme hanno lavorato sul particolare asfalto malese, ma non viene escluso che gli sviluppi abbiano modificato la finestra di utilizzo della vettura.
Per questo Antonelli ha indicato come possibile un confronto con la configurazione precedente. Anche con i titoli ormai vicini, Mercedes ha bisogno di comprendere se il pacchetto attuale sia davvero la base corretta per indirizzare il progetto del 2027.
Red Bull trova il salto decisivo
Il successo di Max Verstappen non è stato soltanto il prodotto di una gara movimentata. La RB22 aveva già mostrato progressi nelle prove precedenti, soprattutto in rettilineo, ma a frenarla erano rimasti alcuni problemi di guidabilità. A Sepang, invece, la vettura ha funzionato con continuità fin dalle prime sessioni, riuscendo a essere competitiva su un circuito tecnico e molto vario.
Gli interventi introdotti da Monza, con un peso particolare per quelli portati a Baku, hanno ampliato il carico aerodinamico e reso più ampia la zona in cui la monoposto riesce a esprimersi. Ne hanno beneficiato la fiducia dei piloti e la gestione degli pneumatici, grazie alla riduzione degli scivolamenti e del conseguente surriscaldamento.
La maggiore efficacia in curva non ha cancellato la velocità sul dritto, che anche in Malesia ha rappresentato uno dei punti di forza della RB22. La vittoria assume quindi un significato ulteriore: è il primo trionfo stagionale di Red Bull Powertrains, ottenuto nell’anno d’esordio con il contributo di Ford per batteria, simulazione virtuale e produzione additiva.
Il risultato porta Red Bull a essere il quarto costruttore e il terzo motorista capace di vincere nel 2026. La varietà emersa a Sepang ridimensiona inoltre i timori legati alla grande rivoluzione regolamentare, che avrebbe potuto consegnare il campionato a una sola squadra.
Equilibri cambiati, non gerarchie
La gara malese non consegna ancora una nuova graduatoria stabile della stagione. Le caratteristiche dei circuiti continuano a incidere molto, ma il dato più significativo riguarda il bilanciamento: Red Bull e Ferrari hanno mostrato una qualità del comportamento superiore rispetto al passato, seppure attraverso percorsi differenti.
Mercedes, al contrario, è uscita da Sepang con la necessità di verificare il valore degli aggiornamenti. Il titolo ormai vicino ad Antonelli attenua l’impatto del risultato, ma non elimina le domande sulla direzione tecnica da seguire.
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