Auto parcheggiata, dormire a bordo non è vietato
La legge nazionale non prevede un divieto generale, ma Comuni e regole sulla sosta possono cambiare la situazione.
Dormire in auto non costituisce di per sé un reato. La possibilità resta però legata al luogo scelto, alle norme sulla sosta e alle eventuali ordinanze comunali.
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Come scegliere il posto
Per fermarsi è preferibile un’area autorizzata, illuminata e non isolata. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali le piazzole, soprattutto quelle di emergenza, non possono essere utilizzate per una semplice pausa notturna: servono alle necessità effettive della circolazione.
Una soluzione più adatta è rappresentata dai parcheggi delle stazioni di servizio, sempre verificando la segnaletica presente. Chi viene controllato dalle Forze dell’ordine può spiegare con tranquillità le proprie intenzioni, purché il veicolo sia lasciato in modo regolare e non vi siano altre violazioni.
Per rendere la sosta più sicura possono essere utili un materassino, una coperta, un cuscino e indumenti adeguati alla temperatura. Gli oscuranti per i finestrini garantiscono maggiore riservatezza; è comunque consigliabile mantenere un minimo ricambio d’aria e avere acqua a disposizione.
Quando il Comune può vietarlo
A livello nazionale non esiste una norma che proibisca in modo generale di dormire nell’abitacolo. Il Codice della strada disciplina invece le modalità di fermata e parcheggio, anche attraverso gli articoli 157, 158 e 159: il mezzo non deve trovarsi in una zona vietata né creare pericolo o intralcio.
Il quadro può cambiare in base alle decisioni dell’amministrazione locale. Un Comune può infatti emanare un’ordinanza contro il bivacco e vietare il pernottamento in automobile su tutto il territorio oppure soltanto in determinate aree. Prima di fermarsi conviene quindi controllare i divieti locali.
La situazione può diventare diversa quando la permanenza nell’auto assume le caratteristiche di un campeggio o di un’occupazione stabile del suolo pubblico. In quel caso non conta soltanto il fatto di dormire, ma anche il modo in cui il veicolo viene utilizzato e lo spazio esterno eventualmente occupato.
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Alcol e posizione del conducente
Un caso delicato riguarda chi si mette a dormire in macchina dopo aver bevuto. Secondo l’orientamento della giurisprudenza richiamato nel testo, la presenza della persona al posto di guida può avere rilievo anche con il veicolo fermo, perché la sosta viene considerata una fase della circolazione.
Se il tasso alcolemico supera i limiti e gli agenti dimostrano che l’automobilista aveva guidato in quelle condizioni, possono scattare le sanzioni per guida in stato di ebbrezza. Il solo fatto di trovare una persona addormentata nell’auto, però, non dimostra automaticamente che abbia condotto il mezzo dopo aver bevuto.
Fermarsi per attendere il ritorno alla sobrietà è comunque più sicuro che mettersi in viaggio. In assenza di elementi certi su una precedente guida in stato di ebbrezza, il conducente che resta fermo a dormire non viene sanzionato soltanto perché ha scelto di non proseguire.
Quale auto è più adatta
Le vetture con sedili posteriori reclinabili e una superficie abbastanza piana offrono condizioni migliori per riposare. Tra gli esempi rientrano le familiari, i veicoli sportivi di grandi dimensioni e i monovolume, come Skoda Octavia SW, VW Passat, Dacia Duster e Fiat Doblò.
Sulle utilitarie e sulle berline compatte lo spazio disponibile è invece più ridotto e può rendere meno agevole sistemarsi per la notte. In ogni caso servono un parcheggio consentito, una posizione sicura e attrezzatura adeguata alle condizioni ambientali.
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