14.000Lettori online ora
Motori 2 min di lettura2 ore fa

Auto elettriche, la Cina perde terreno in Europa: i numeri del 2025

Secondo Eurostat, Pechino resta il principale fornitore, ma la sua quota scende rispetto all’anno precedente mentre crescono importazioni ed esportazioni dell’Ue

La Cina continua a essere il primo fornitore extraeuropeo di auto elettriche per l’Unione europea, ma il suo peso si è ridotto in un anno. Nel 2025 il 42% delle vetture elettriche importate dall’Ue proveniva infatti dal mercato cinese, contro il 55% registrato nel 2024.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


Pechino resta davanti ai concorrenti

Alle spalle della Cina si sono collocate la Corea del Sud, con il 27% delle importazioni di auto elettriche, e il Giappone, fermo al 9%. I due Paesi si confermano così tra i principali partner commerciali dell’Unione nel comparto della mobilità a zero emissioni.

Anche sul fronte delle vendite all’estero il settore europeo ha registrato risultati rilevanti. Il Regno Unito ha assorbito il 35% delle esportazioni di auto elettriche dell’Ue, mentre Stati Uniti e Norvegia hanno rappresentato ciascuno il 14% delle destinazioni.


Scambi in crescita per l’Ue

Nel 2025 il valore complessivo delle importazioni europee di auto elettriche e ibride ha raggiunto 45,1 miliardi di euro. Il dato segna un incremento del 4% rispetto ai 43,4 miliardi dell’anno precedente.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Più marcato l’aumento delle esportazioni, salite a 64,7 miliardi di euro dai 58,7 miliardi del 2024: la crescita è stata del 10%. Il saldo conferma il peso dell’industria automobilistica europea sui mercati internazionali, almeno in termini di valore degli scambi.


L’elettrico guadagna spazio

Le auto completamente elettriche hanno costituito il 20% delle importazioni automobilistiche dell’Ue e il 18% delle esportazioni. Nel 2017 le rispettive quote erano appena dello 0,8% e dell’1,1%, a conferma dell’espansione del comparto nell’arco di pochi anni.

Anche le motorizzazioni ibride hanno aumentato la propria presenza. Le ibride ricaricabili hanno rappresentato il 17% delle importazioni e il 9% delle esportazioni, contro l’1,2% e l’1,8% del 2017. Per le ibride non ricaricabili, invece, le quote sono state del 23% in entrata e del 14% in uscita, mentre otto anni prima ammontavano rispettivamente all’8% e allo 0,3%.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere