Auto e clima, il compromesso europeo allenta i vincoli fino al 2035
PPE, socialisti e liberali convergono su più margini per i costruttori senza rinunciare agli obiettivi climatici dell’Unione.
Un’intesa politica raggiunta all’Eurocamera potrebbe modificare il percorso europeo sulla mobilità e sulle emissioni industriali. PPE, Socialisti e Renew hanno concordato un principio di maggiore flessibilità per i produttori, lasciando però invariato il traguardo della transizione verso l’auto elettrica.
L’accordo, definito nella notte, arriva pochi giorni dopo l’avvicinamento tra Francia e Germania sui due dossier. Tra i possibili effetti rientrano anche interventi sui parametri dell’Ets2, mentre il negoziato sulle flotte aziendali a basse emissioni non è ancora concluso.
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Più flessibilità per le automobili
Per i nuovi veicoli, il compromesso prevede che entro il 2035 gli obiettivi di riduzione delle emissioni possano scendere dal 100% al 95%. Il restante margine sarebbe compensato anche attraverso crediti legati all’impiego di acciaio prodotto con basse emissioni, fino a una quota del 7,5%.
I costruttori avrebbero inoltre la possibilità di calcolare il rispetto dei traguardi fissati per il 2030 sulla media delle prestazioni registrate tra il 2029 e il 2031. Dal 2030 potrebbero poi essere immatricolati veicoli esclusi dagli standard ordinari sulla CO2, a condizione che utilizzino soltanto carburanti rinnovabili e a basse emissioni, compresi i biocarburanti.
Il ruolo di biocarburanti ed e-fuel
Dal 2033, per rientrare nella categoria prevista dall’accordo, sarebbero ammessi esclusivamente i veicoli alimentati con carburanti sintetici o biocarburanti avanzati. La soluzione punta quindi a introdurre una deroga circoscritta, senza cancellare l’obiettivo generale della mobilità elettrica.
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Per i furgoni, invece, il testo indica una riduzione delle emissioni del 35% a partire dal 2030. Il livello dovrebbe poi salire all’80% nel 2035. Restano da definire le regole specifiche per il pacchetto dedicato alle flotte aziendali meno inquinanti.
Accordo politico anche sull’Ets
La presidente del gruppo liberale, Valerie Hayer, ha spiegato che l’intesa potrebbe comprendere anche possibili correzioni alle norme sull’Ets2. Le forze politiche favorevoli all’integrazione europea hanno collegato il compromesso al principio della neutralità tecnologica, mantenendo al tempo stesso gli obiettivi climatici già stabiliti.
I Socialisti hanno ribadito che l’elettrificazione resta la direzione di fondo, mentre alle aziende verrebbe riconosciuto uno spazio aggiuntivo, seppur limitato, per centrare i risultati richiesti. Sul fronte del sistema Ets, i negoziati hanno già permesso alla commissione Envi di approvare l’aggiornamento dei parametri di riferimento validi per il periodo 2026-2030.
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