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Motori 2 min di lettura41 min fa

Africa, la svolta del Rwanda: Hamilton aspettava questo annuncio da anni

La Formula 1 tornerà nel continente africano dal 2030 con una gara in Rwanda, una prospettiva accolta con entusiasmo dal pilota della Ferrari

Per Lewis Hamilton il ritorno della Formula 1 in Africa non rappresenta soltanto l’ingresso di una nuova gara nel calendario. Il pilota della Ferrari vede nell’appuntamento in Rwanda un’occasione per far conoscere culture, Paesi e storie che, a suo giudizio, hanno ricevuto poca attenzione anche nei programmi scolastici.

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Hamilton punta sul valore culturale

L’annuncio è arrivato nella pausa tra il Gran Premio di Singapore e quello degli Stati Uniti. La gara in Rwanda, prevista a partire dal 2030, è stata accolta da Hamilton durante la conferenza stampa che ha preceduto l’appuntamento statunitense.

Il britannico ha raccontato di essersi impegnato per anni a favore di un Gran Premio africano, attraverso incontri con le parti coinvolte, colloqui con Stefano a Londra e numerose telefonate. «Da molto tempo sostengo la possibilità di correre in Africa: quel continente merita di ospitare un Gran Premio», ha spiegato, sottolineando che il progetto non dovrebbe essere considerato legato soltanto a un singolo Stato.

Secondo Hamilton, la presenza della Formula 1 potrebbe accendere la curiosità del pubblico e soprattutto dei più giovani. La visibilità garantita dallo sport, ha osservato, permetterebbe a molti bambini di scoprire luoghi e realtà che potrebbero poi diventare argomento di discussione anche a scuola.


Il richiamo alla storia africana

Il campione ha invitato ad affrontare il rapporto con il continente con prudenza e disponibilità all’ascolto. Ha ricordato di essere cresciuto in Inghilterra senza ricevere una formazione significativa sulla storia africana e ha sostenuto che questi contenuti dovrebbero trovare spazio nei percorsi scolastici.

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Hamilton ha inoltre collegato diverse difficoltà ancora presenti in Africa alle conseguenze del colonialismo e delle ingerenze occidentali. Allo stesso tempo, ha evidenziato il valore delle competenze, delle risorse e delle realtà imprenditoriali presenti nel continente, spesso poco conosciute fuori dai suoi confini.

«Andare in Africa non deve significare ignorare ciò che accade lì», ha aggiunto. Per il pilota, l’arrivo della Formula 1 dovrebbe spingere il pubblico a informarsi sia sulle vicende attuali sia sugli eventi che hanno segnato il continente nel corso di secoli, favorendo un confronto più ampio.


Una speranza senza scelte precise

Hamilton non ha indicato quale Paese avrebbe dovuto ospitare la gara, precisando che la decisione non spetta a lui. Ha però espresso fiducia nella possibilità che gli Stati africani riescano a rafforzare la propria collaborazione e a valorizzare maggiormente il peso del continente.

Il Rwanda diventerà quindi il punto di riferimento africano del calendario dal 2030. Per Hamilton, il progetto avrà un significato pieno soltanto se alla competizione sportiva si accompagneranno attenzione per la cultura locale, consapevolezza storica e un interesse concreto verso ciò che avviene oltre il circuito.

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