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Motori 2 min di lettura34 min fa

Antonelli, la benedizione di Hamilton: «Sono orgoglioso»

Il sette volte campione del mondo applaude la maturità del giovane pilota Mercedes e lo considera già pronto per il peso della squadra

Lewis Hamilton non vede in Andrea Kimi Antonelli un pilota da guidare, ma un talento ormai capace di gestire da solo pressioni e responsabilità. Il sette volte campione del mondo ha elogiato la calma mostrata dal giovane italiano e il modo in cui si è inserito nella Mercedes, la squadra che lo ha scelto come suo erede.

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Hamilton non vede punti deboli

Alla vigilia della nuova fase della carriera di Antonelli, Hamilton ha escluso la necessità di dispensare suggerimenti. «Non ha bisogno di consigli», ha spiegato in conferenza stampa, sottolineando come il pilota abbia fatto emergere soprattutto nell’ultima stagione talento, equilibrio e qualità nel lavoro.

L’ex pilota Mercedes ha poi allargato il giudizio al comportamento tenuto dal giovane nei rapporti con i compagni, con il gruppo di lavoro e con i giornalisti. La sua soddisfazione è legata anche alla crescita della scuderia, tornata a competere ai massimi livelli: pur non facendone più parte, Hamilton ha detto di continuare a tifare per quella che considera la sua vecchia squadra.


Un passaggio preparato da tempo

Hamilton ha raccontato di aver intuito già in passato che Antonelli avrebbe potuto prendere il suo posto. Il giovane era spesso presente nell’ambiente Mercedes, seguiva da vicino le attività della squadra e, secondo il britannico, aveva già mostrato nelle categorie inferiori velocità, entusiasmo e un atteggiamento capace di favorire l’integrazione nel gruppo.

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La scelta di puntare su un pilota giovane e promettente viene quindi considerata da Hamilton quella corretta. Nel suo percorso, Antonelli ha inoltre avuto l’occasione di lavorare accanto a Bono e a una struttura composta da numerose figure di alto livello, elementi che il sette volte iridato indica tra le ragioni della forza ritrovata dalla Mercedes.


Il peso dell’eredità Mercedes

Per Hamilton, affrontare il primo anno in una squadra di quel calibro non è semplice. Le attese esterne, l’impegno quotidiano e il confronto con il ruolo lasciato da un campione affermato possono rendere complicato l’inserimento, soprattutto quando l’attenzione è concentrata su ogni prestazione.

Antonelli, però, avrebbe gestito il passaggio con il giusto atteggiamento, senza lasciarsi condizionare dalle responsabilità. Hamilton ha definito impressionante il rendimento del giovane e ha sostenuto che meriti il titolo di campione del mondo, in un ideale passaggio di testimone tra il suo settimo successo del 2020 e l’ambizione Mercedes per il 2026.

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