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Motori 2 min di lettura2 ore fa

47 mila tonnellate di CO₂ in meno: la svolta Yamaha per i cilindri

La casa giapponese sostituirà gradualmente l’alluminio vergine nei cilindri DiASil con una lega riciclata, partendo dai modelli prodotti in Indonesia.

Yamaha punta a ridurre di circa 47 mila tonnellate le emissioni annuali di CO₂ entro il 2030, intervenendo su uno dei componenti distintivi dei propri motori. La casa giapponese ha infatti iniziato a sostituire l’alluminio vergine con materiale riciclato nella produzione dei cilindri DiASil, con un’estensione progressiva a tutti i prodotti che adottano questa tecnologia.

La conversione è già partita dagli scooter e dalle motociclette destinate all’uso quotidiano realizzati in Indonesia. In seguito, il nuovo materiale sarà introdotto negli altri mercati e sulle ulteriori applicazioni compatibili.


La nuova lega supera il nodo delle impurità

Il passaggio non era scontato. Le leghe ricavate da alluminio già utilizzato possono contenere tracce di impurità capaci di modificare la struttura del metallo, la qualità della superficie e la protezione contro la corrosione. Questi fattori rendevano più difficile rispettare i requisiti necessari per componenti sottoposti a sollecitazioni elevate.

Per risolvere il problema, Yamaha ha messo a punto una lega riciclata con prestazioni equivalenti a quelle dell’alluminio vergine. Il materiale può inoltre essere lavorato con gli stessi procedimenti già impiegati nella fabbricazione dei cilindri. La sua validazione è passata dalla progettazione basata su analisi termodinamiche a prove in laboratorio e verifiche direttamente sui veicoli.


DiASil, una tecnologia senza manicotto

Il cilindro DiASil è costruito interamente in alluminio e non necessita né di un rivestimento interno in ferro né di trattamenti di placcatura. Yamaha lo ha sviluppato e portato alla produzione industriale nel 2002, per poi adottarlo su diversi modelli motociclistici.

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Secondo le caratteristiche attribuite dalla Casa a questa soluzione, il cilindro offre una buona protezione contro usura e grippaggio, favorisce lo smaltimento del calore e consente di contenere la massa del motore. L’assenza di materiali aggiuntivi contribuisce anche a semplificarne il recupero a fine vita.


Il traguardo ambientale del 2050

L’operazione si inserisce nel piano Yamaha Motor Group Environmental Plan 2050, che indica come obiettivo la neutralità carbonica lungo l’intera filiera di approvvigionamento entro il 2050. La sostituzione nei cilindri DiASil rappresenta quindi uno dei passaggi inseriti in una strategia ambientale più ampia.

Tra i risultati intermedi fissati dal gruppo figura anche il ricorso, entro il 2030, esclusivamente a materiali sostenibili per l’alluminio utilizzato negli stabilimenti produttivi. Una volta completata la transizione dei cilindri, Yamaha stima un taglio delle emissioni pari a circa 47 mila tonnellate di CO₂ ogni anno.

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