Meteo su Roma.

Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Sottoconsumo, giovani riducono acquisti e rivalutano gli oggetti usati

Il carovita spinge a riparare, riutilizzare e comprare meno, dalla casa all’abbigliamento fino alle scarpe

Il sottoconsumo si sta affermando tra molti giovani come risposta al carovita e agli acquisti impulsivi. Riutilizzare, riparare e rimandare una spesa diventano abitudini quotidiane, non soltanto scelte legate alla sostenibilità.

Offerta del giorno8 novembre

Samsung NL

-10% su TV e audio da Samsung

Scade tra 8 giorni
******


Meno acquisti, più riutilizzo

Per alcune famiglie è una pratica consolidata: il dentifricio viene usato fino all’ultima dose, i barattoli di vetro trovano nuovi impieghi e gli abiti restano nell’armadio per anni. Anche il cibo avanzato viene trasformato, per esempio in una torta con il pane raffermo o in polpette preparate con la carne rimasta.

Per altri, invece, ridurre i consumi è una reazione all’acquisto continuo e ai prodotti usa e getta. La crescita dei prezzi e la stagnazione degli stipendi hanno reso più difficile mantenere abitudini basate su spese frequenti, consegne a domicilio e sostituzioni costanti degli oggetti.

La tendenza, indicata sui social con l’espressione inglese riferita al sottoconsumo, ha iniziato a diffondersi nel 2024. Tra le nuove generazioni viene però percepita sempre meno come una moda passeggera e sempre più come un modo per sottrarsi all’accumulo e alla pressione pubblicitaria.


Le nuove abitudini quotidiane

Il cambiamento passa da gesti semplici: cucinare in casa, portare il pranzo al lavoro o a scuola, usare ciò che si possiede prima di comprare altro e tenere lo stesso telefono finché funziona. Anche scegliere un’auto usata ma affidabile, vivere in una casa proporzionata alle proprie esigenze e acquistare pochi detergenti con ricariche rientra nella stessa logica.

Riparare un elettrodomestico, rammendare un vestito, decorare gli ambienti con materiali già disponibili e trasformare un oggetto destinato a essere buttato sono altre pratiche diffuse. Non si tratta di regole da applicare tutte insieme, ma di decisioni graduali che riducono spese, rifiuti e imballaggi.

In questo percorso il marketing viene percepito come una fonte di pressione: pubblicità e influencer alimentano l’idea che serva sempre l’ultima novità. Tra i più giovani hanno perso parte del loro richiamo anche i video dedicati all’apertura delle confezioni e l’esibizione degli acquisti appena fatti. Al loro posto cresce l’interesse per gli oggetti riutilizzati, riparati o segnati dal tempo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Moda tra scambi e seconda mano

Nell’abbigliamento, gli scambi gratuiti tra ragazzi consentono di rinnovare il guardaroba senza denaro. Anche i mercatini dedicati a mobili e accessori usati attirano un pubblico più ampio, mostrando una maggiore disponibilità ad acquistare beni già utilizzati e a portarli fino alla fine della loro vita utile.

La scrittrice di moda Anvi Sharma, in un saggio ospitato dall’Istituto Marangoni, ha spiegato che molti appartenenti alla Generazione Z non si sentono semplicemente stanchi del consumismo, ma di comprare prodotti privi di significato. Secondo Sharma, il sottoconsumo riflette il desiderio di avere un rapporto più consapevole con ciò che si possiede, lontano dagli acquisti impulsivi guidati dai social.

Le difficoltà economiche contribuiscono a questo atteggiamento. Case sempre più costose, occupazioni meno stabili e una mobilità spesso obbligata rendono più complicato accumulare beni e costruire una sicurezza materiale simile a quella delle generazioni precedenti.


Le scarpe mostrano il cambiamento

Anche il modo di vivere le scarpe da ginnastica è cambiato. Per anni modelli come Nike Air Force 1 bianche e Adidas Stan Smith dovevano apparire immacolati: pulizia frequente, prodotti protettivi e attenzione a non piegare la tomaia facevano parte della cura quotidiana.

Ora graffi, suole ingiallite e pelle consumata possono essere considerati elementi di carattere. Il gusto per l’aspetto vissuto ha spinto aziende come Golden Goose a vendere modelli di lusso già segnati, mentre Balenciaga, Maison Margiela e Adidas hanno proposto calzature dall’effetto invecchiato.

La scarpa non viene più trattata soltanto come un oggetto da conservare intatto. I segni dell’uso diventano una forma di personalizzazione e raccontano un rapporto meno legato alla perfezione e più vicino alla durata reale delle cose.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere