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Barbarossa Bistrot, i cani dei rifugi sui cartoni

Il progetto Adotta una coda dà visibilità soprattutto agli animali anziani o più difficili da affidare

Il Barbarossa Bistrot di Alessandria ha trasformato i cartoni delle pizze d’asporto in uno spazio dedicato ai cani in cerca di famiglia. Sulle confezioni compaiono fotografie, nomi, brevi descrizioni e indicazioni per contattare i volontari.

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Come funziona il progetto

L’iniziativa si chiama “Adotta una coda” e nasce dalla collaborazione con il canile Cascina Rosa e l’Associazione Tutela Animali. A scegliere gli animali sono le volontarie, che forniscono al locale immagini e informazioni sul carattere, sulla storia e sulle necessità di ciascun cane.

La priorità va agli esemplari anziani e a quelli che incontrano maggiori ostacoli nel trovare una sistemazione. «Vogliamo che quei cani vengano visti», ha spiegato Eliana, che gestisce il bistrot insieme ad Angelo. L’obiettivo è raggiungere anche persone che normalmente non consultano le pagine o i canali dei rifugi.

Il progetto sfrutta un oggetto presente in molte case ogni settimana. Dopo la cena, il cartone viene spesso gettato, ma prima può portare all’attenzione di una famiglia la storia di un animale che aspetta da tempo.


L’esperienza della famiglia

Il Barbarossa è nato nel 1990 come attività familiare e, durante il periodo del Covid, la gestione è passata a Eliana e Angelo. Oggi il locale accoglie anche i cani e propone pizza, cucina mediterranea, prodotti senza glutine e pasticceria realizzata nel laboratorio interno.

Il rapporto con gli animali fa parte anche della vita privata dei gestori. Eliana ha raccontato di aver desiderato un cane fin da bambina e di essersi avvicinata a questo mondo occupandosi della cagnolina di una vicina. Dopo la nascita del figlio Luca, la famiglia ha scelto di adottare.

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Nel 2019 è arrivata Mia, proveniente da Avellino grazie a un’associazione e a una staffetta. Nel 2026 si è aggiunta Birba, che ha cinque mesi. Anche Dante, adottato dalla nipote nel 2020, è arrivato dalla Calabria.


Le prime adozioni

Alcuni cani presentati sulle confezioni hanno già trovato una casa. Per Eliana, però, il risultato non si misura soltanto nelle adozioni: i clienti si fermano a leggere, fanno domande e iniziano a parlare degli animali raffigurati.

La titolare ha sottolineato che accogliere un cane richiede una decisione ponderata e un impegno quotidiano. Il lavoro dei volontari resta essenziale per valutare ogni situazione e individuare la famiglia più adatta.

L’intenzione del Barbarossa Bistrot è proseguire con il progetto e, in futuro, coinvolgere altri rifugi. Nel frattempo, ogni cartone può offrire una possibilità in più a un cane che rischia di rimanere invisibile.

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