Serena Grandi ricorda Tinto Brass e la sua lezione
L’attrice racconta la scelta per Miranda, il successo del film e l’incontro con il regista veneziano
Serena Grandi ha ricordato Tinto Brass, regista che considera decisivo per la propria carriera. L’attrice ha ripercorso il lavoro sul set e il loro ultimo contatto telefonico.
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Il film ispirato a Goldoni
Miranda, uscito nel 1985, rielaborava liberamente La Locandiera di Carlo Goldoni. La vicenda era ambientata nella Bassa Padana dei primi anni Cinquanta e seguiva una locandiera in attesa del marito Gino, disperso durante la guerra.
Per Grandi, quella pellicola rappresentò anche un successo commerciale: incassò 6 milioni con biglietti da 6mila lire. Il film le garantì inoltre una forte esposizione sui giornali, tra interviste e servizi fotografici.
Gli aneddoti fuori dal set
Brass voleva l’attrice più prosperosa e la accompagnò a Chioggia insieme alla moglie Carla Cipriani, conosciuta come la “Tinta”, portandola a mangiare nelle trattorie locali. Grandi ha ricordato con piacere quell’esperienza, spiegando che avrebbe accettato qualsiasi richiesta pur di ottenere la parte.
Dopo l’uscita di Miranda, l’attrice ricevette attenzioni da ammiratori di tutta Italia, compresi alcuni uomini facoltosi. Una volta trovò una Ferrari bianca davanti a casa, ma rifiutò il regalo e la fece restituire; oggi, ha ammesso sorridendo, forse la conserverebbe come forma di sicurezza economica.
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Il ricordo del regista
Il rapporto professionale tra i due era iniziato in modo inatteso. Brass aveva trovato, sotto un sasso lungo la riva di un fiume, un frammento di giornale con una fotografia di Grandi e, dopo averla vista, le aveva assegnato il ruolo principale. La telefonata arrivò poco dopo, con un messaggio diretto: «La parte è tua».
L’attrice aveva già seguito il lavoro del regista, reduce da La Chiave con Stefania Sandrelli, e accolse la proposta con grande emozione. Miranda fu il primo dei due film girati insieme; il secondo arrivò 13 anni più tardi con Monella.
Grandi ha definito Brass un uomo colto, ironico e intuitivo, capace di insegnarle come stare davanti alla macchina da presa e come usare la voce. Ha ricordato con affetto anche Carla Cipriani, sposata con il regista per 50 anni e considerata da lei una presenza creativa importante nei suoi film.
Parlando dell’ultima telefonata, l’attrice ha spiegato di aver intuito che le condizioni del regista erano peggiorate: «Mi rallegra il fatto che mi aveva riconosciuta ed era lucido». Lo aveva incontrato a Venezia due anni prima, già sulla sedia a rotelle, ma ancora pienamente consapevole; in quel periodo aveva apprezzato anche la presenza al suo fianco di Caterina Varzi, descritta come una donna premurosa e intelligente.
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