Carla Cipriani, la moglie e collaboratrice di Tinto Brass
Dall’incontro in adolescenza al lavoro sul set, una relazione di oltre cinquant’anni e due figli con il regista
Carla Cipriani, prima moglie di Tinto Brass e madre dei suoi due figli, morì a Merano il 9 agosto 2006. La loro relazione era iniziata quando entrambi erano ancora adolescenti e proseguì per oltre cinquant’anni.
Douglas
-30% su ordini da 129€ da Douglas
Le parole sulla loro relazione
Alle donne che le chiedevano se fosse gelosa delle attrici coinvolte nei film del marito, Cipriani rispondeva: «Le altre passano, io sono sempre qua». La frase sintetizzava il legame duraturo con il regista e il ruolo che aveva mantenuto nella sua vita.
Brass ricordava la moglie anche per le qualità dimostrate nel lavoro. «Sul lavoro era eccezionale, dotata di molta ironia, sempre disponibile, sensuale, presente, insomma, una vera gran donna», aveva detto descrivendola.
Dalla famiglia al cinema
Nata a Verona il 30 marzo 1930, Carla Cipriani apparteneva a una famiglia già nota nella ristorazione. Suo padre Giuseppe Cipriani aveva fondato l’Harry’s Bar di Venezia; proprio nella città lagunare Carla si trasferì da bambina e trascorse gli anni della giovinezza.
Dopo le nozze con Brass visse per un periodo a Parigi, dove lavorò alla Cinémathèque française. L’esperienza le permise di conoscere figure di primo piano dell’arte e del cinema internazionale, tra cui Roberto Rossellini, Jean Renoir e Henri Cartier-Bresson.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il lavoro accanto a Tinto Brass
Rientrata in Italia, Cipriani affiancò il marito nelle produzioni cinematografiche con compiti diversi. Si occupava dell’organizzazione sul set, ma partecipò anche alla scrittura di alcune opere.
Il suo nome compare nei crediti di film come Monella, Tra(sgre)dire, Fallo! e Monamour. La collaborazione professionale affiancò così il rapporto personale, già consolidato da molti anni.
Il matrimonio e i figli
La coppia si sposò a Venezia nel 1957 e dal matrimonio nacquero Bonifacio e Beatrice. Il rapporto si concluse soltanto con la scomparsa di Carla, avvenuta nel 2006.
In un’intervista rilasciata nel 2026 a Vanity Fair, Brass spiegò di avere lasciato invariata la casa romana condivisa con la moglie. Anche le piastrelle con la scritta «Tinti», nata dall’unione dei loro soprannomi, erano rimaste al loro posto.
Continua a leggere
Anna Ammirati ricorda Tinto Brass e il film Monella
L’attrice racconta l’esordio a 19 anni e il rapporto con il regista scomparso
Eredità di Tinto Brass, incerto il destino dei suoi beni
Casa romana, diritti d’autore e archivio cinematografico tra i beni da assegnare a moglie e figli
L’ultima intervista a Tinto Brass tra cinema, amore e libertà
Nel colloquio dello scorso settembre, il regista parlava della malattia, di Caterina Varzi e dei film più amati
È morta Carla Braccialini, creatrice delle borse giocose
La stilista fiorentina aveva 95 anni e aveva ricevuto il titolo di cavaliere del lavoro nel 2009