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Lifestyle 2 min di lettura27 min fa

Carla Cipriani, la moglie e collaboratrice di Tinto Brass

Dall’incontro in adolescenza al lavoro sul set, una relazione di oltre cinquant’anni e due figli con il regista

Carla Cipriani, prima moglie di Tinto Brass e madre dei suoi due figli, morì a Merano il 9 agosto 2006. La loro relazione era iniziata quando entrambi erano ancora adolescenti e proseguì per oltre cinquant’anni.

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Le parole sulla loro relazione

Alle donne che le chiedevano se fosse gelosa delle attrici coinvolte nei film del marito, Cipriani rispondeva: «Le altre passano, io sono sempre qua». La frase sintetizzava il legame duraturo con il regista e il ruolo che aveva mantenuto nella sua vita.

Brass ricordava la moglie anche per le qualità dimostrate nel lavoro. «Sul lavoro era eccezionale, dotata di molta ironia, sempre disponibile, sensuale, presente, insomma, una vera gran donna», aveva detto descrivendola.


Dalla famiglia al cinema

Nata a Verona il 30 marzo 1930, Carla Cipriani apparteneva a una famiglia già nota nella ristorazione. Suo padre Giuseppe Cipriani aveva fondato l’Harry’s Bar di Venezia; proprio nella città lagunare Carla si trasferì da bambina e trascorse gli anni della giovinezza.

Dopo le nozze con Brass visse per un periodo a Parigi, dove lavorò alla Cinémathèque française. L’esperienza le permise di conoscere figure di primo piano dell’arte e del cinema internazionale, tra cui Roberto Rossellini, Jean Renoir e Henri Cartier-Bresson.

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Il lavoro accanto a Tinto Brass

Rientrata in Italia, Cipriani affiancò il marito nelle produzioni cinematografiche con compiti diversi. Si occupava dell’organizzazione sul set, ma partecipò anche alla scrittura di alcune opere.

Il suo nome compare nei crediti di film come Monella, Tra(sgre)dire, Fallo! e Monamour. La collaborazione professionale affiancò così il rapporto personale, già consolidato da molti anni.


Il matrimonio e i figli

La coppia si sposò a Venezia nel 1957 e dal matrimonio nacquero Bonifacio e Beatrice. Il rapporto si concluse soltanto con la scomparsa di Carla, avvenuta nel 2006.

In un’intervista rilasciata nel 2026 a Vanity Fair, Brass spiegò di avere lasciato invariata la casa romana condivisa con la moglie. Anche le piastrelle con la scritta «Tinti», nata dall’unione dei loro soprannomi, erano rimaste al loro posto.

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