Anna Ammirati ricorda Tinto Brass e il film Monella
L’attrice racconta l’esordio a 19 anni e il rapporto con il regista scomparso
Anna Ammirati ha ricordato Tinto Brass e il lavoro sul film Monella, che nel 1998 segnò il suo debutto al cinema.
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Un regista molto protettivo
Durante le riprese, Brass seguiva con particolare attenzione la giovane attrice, allora diciannovenne. La chiamava ogni sera nella sua stanza d’albergo e le raccomandava di riposare in vista della giornata sul set: «Devi dormire, non andare in giro perché domani sei sul set».
Ammirati ha raccontato anche un episodio legato a un assistente operatore di circa 23 anni. Il regista si accorse degli sguardi tra i due e, dopo una settimana, il ragazzo non lavorava più alla produzione. Per l’attrice, quell’atteggiamento nasceva dalla preoccupazione per una protagonista molto giovane che sosteneva quasi tutto il film.
Le parole rimaste nel tempo
Un anno prima della sua scomparsa, Ammirati aveva parlato al telefono con Brass per salutarlo. Lo descrive come una persona capace di passare dall’ironia a osservazioni molto serie; in quella conversazione le aveva chiesto di esprimere sempre il proprio pensiero senza lasciarsi frenare dalla paura.
Quel ricordo ha commosso l’attrice, che associa al regista soprattutto l’idea di libertà. Sul set, ha spiegato, lui le ripeteva: «La libertà va vissuta, e non raccontata».
L’incontro nato da un’assenza
Dopo il provino, Ammirati si allontanò per un periodo: frequentava l’accademia e partì per Los Angeles con due amici. Al rientro trovò ad attenderla la telefonata di Brass, che era irritato per la sua sparizione.
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Il regista cercava una ragazza spontanea e priva di malizia, non un’interprete costruita per apparire provocante. Per questo la definiva «la mia scugnizza», sottolineando il carattere diretto della giovane attrice. Ammirati ricorda di avergli persino fatto esplodere una gomma da masticare in faccia.
L’esordio con Monella
Quando accettò il ruolo, Ammirati non conosceva ancora la filmografia di Brass. Si affidò interamente alle sue indicazioni e immaginava che il lavoro potesse portarla verso situazioni insolite, senza sapere davvero quale sarebbe stato il risultato.
Monella raccontava la vicenda di una ragazza ispirata alla Lolita di Nabokov. Brass volle che il film fosse vietato ai minori di 14 anni, e non ai minori di 18, perché intendeva rappresentare proprio quella giovane protagonista.
La lezione sul set
Ammirati considera quell’esperienza l’inizio di una carriera accanto a un regista di grande rilievo. Da Brass imparò come stare davanti a un obiettivo da 50 mm e a evitare smorfie o atteggiamenti forzati.
Lo ha descritto come un uomo molto colto, in rapporto con personalità come Chabrol, Truffaut e Chagall. Secondo il suo ricordo, conosceva ogni fase della lavorazione cinematografica, dal montaggio alla scelta di tessuti e abiti, e controllava con precisione ogni particolare della produzione.
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