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Eredità di Tinto Brass, incerto il destino dei suoi beni

Casa romana, diritti d’autore e archivio cinematografico tra i beni da assegnare a moglie e figli

L’eredità di Tinto Brass resta da definire dopo la morte del regista, avvenuta a Roma il 4 novembre 2026 a 93 anni.

Tra i beni riconducibili al cineasta figurano un’abitazione nella capitale, i compensi legati alle sue opere e un archivio professionale con fotografie e documenti. Per alcune pellicole, tuttavia, lo sfruttamento commerciale dei diritti spetta alle società di produzione.

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Le risorse del regista

Non esistono stime ufficiali sulla consistenza complessiva dei beni lasciati da Brass. Nel 2018 la sua avvocata aveva descritto una situazione lontana dall’idea di una grande fortuna, indicando come principali entrate la pensione e i proventi del diritto d’autore.

La legale aveva inoltre quantificato il reddito lordo annuo in circa 30mila euro. In quell’occasione era stato riferito che il regista viveva in un immobile di sua proprietà a Roma e disponeva di risorse considerate contenute.


Il contenzioso con i figli

La questione familiare era emersa nel 2017, dopo le seconde nozze con Caterina Varzi. Il matrimonio era arrivato a undici anni dalla scomparsa della prima moglie, Carla Cipriani, morta nel 2006.

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Poco tempo dopo, Bonifacio aveva chiesto al tribunale di Roma di affiancare al padre una figura incaricata di assisterlo. Beatrice aveva poi sostenuto la stessa richiesta. Al centro delle contestazioni erano finiti alcuni quadri e le spese per la conservazione dei materiali di lavoro del regista; Brass aveva replicato sostenendo di aver venduto personalmente i dipinti.

Nel 2018 il giudice aveva affidato a Caterina Varzi l’incarico di occuparsi degli interessi finanziari e dei beni del marito. Il provvedimento non era stato accettato dal regista, che lo aveva impugnato davanti alla Corte d’appello di Roma. In quella fase aveva dichiarato: «Accade a volte che a un certo punto della vita siano i figli a portarti in tribunale. È successo anche a Sofocle».


Come si divide l’eredità

Non è stato chiarito se Brass abbia lasciato un testamento. Senza disposizioni scritte, la successione seguirebbe le regole del Codice civile: a Caterina Varzi andrebbe un terzo, mentre i restanti due terzi sarebbero distribuiti in misura identica tra Bonifacio e Beatrice.

Un eventuale testamento non potrebbe comunque eliminare le quote spettanti agli eredi tutelati dalla legge. La ripartizione dovrà quindi tenere conto dell’abitazione romana, dei diritti d’autore e dell’archivio cinematografico, oltre che dei limiti previsti per i diritti già affidati ai produttori.

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