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Lifestyle 3 min di lettura6 nov

Charlotte Casiraghi racconta la fragilità nel libro La crepa

Nel saggio di La nave di Teseo, la principessa unisce filosofia, letteratura e ricordi familiari

La crepa, il nuovo libro di Charlotte Casiraghi, esplora le fragilità che possono restare nascoste fino a trasformarsi in dolore, depressione o crisi personale.

Casiraghi non ha scritto il volume per modificare l’immagine che il pubblico ha di lei. Ha però spiegato di essere consapevole della distanza tra la figura pubblica legata al suo rango e la sua vita intellettuale, costruita attraverso gli studi di filosofia, la lettura e la scrittura.

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Una vita privilegiata, senza immunità

Figlia della principessa Carolina di Monaco e nipote di Grace Kelly, Charlotte Casiraghi riconosce i vantaggi ricevuti dalla nascita. Allo stesso tempo, nel libro sostiene che il denaro, la notorietà e la bellezza non possono mettere al riparo dalle difficoltà.

«Avere determinati privilegi non significa essere immuni dalle difficoltà o dalla sofferenza», ha spiegato parlando del saggio. Secondo Casiraghi, la fragilità e il confronto con la tragedia appartengono all’esperienza di ogni persona, anche se le condizioni sociali di partenza sono molto diverse.

La scrittrice ha raccontato di sentirsi spesso osservata attraverso l’aspetto, l’abbigliamento o la vita sentimentale, mentre i suoi interessi culturali ricevono meno attenzione. La pubblicazione nasce anche dal desiderio di dare spazio a una parte della sua identità che, a suo giudizio, rimane poco conosciuta.


La luna rotta e il dolore dei figli

Uno dei capitoli più personali è dedicato al tentativo di aggiustare un oggetto caro al figlio: una falce di luna in cristallo di rocca, acquistata in un mercatino delle pulci. L’episodio diventa una riflessione sulla volontà dei genitori di cancellare rapidamente la sofferenza dei bambini.

Casiraghi osserva che una frattura può essere ricomposta, ma non sempre il risultato torna identico a prima. La stessa dinamica, secondo la scrittrice, riguarda i traumi: dopo aver superato una ferita profonda si può recuperare un equilibrio, restando tuttavia più esposti a un nuovo colpo.

La perdita di un giocattolo o la rottura di un oggetto significativo possono provocare reazioni molto intense nei più piccoli. Il genitore, davanti a quel dolore, tende a intervenire subito; lasciare ai bambini il tempo di affrontarlo può però aiutarli a sviluppare risorse personali e creatività.

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Da Fitzgerald alla scrittura

L’idea del libro è nata dalla lettura di Il Crollo di Francis Scott Fitzgerald, affrontata alcuni anni fa mentre Casiraghi studiava filosofia alla Sorbona. In origine pensava a una ricerca accademica, poi ha scelto di avvicinarsi al tema con uno sguardo più personale e attraverso il contributo di scrittori e filosofi.

«Mi ha sempre sorpresa l’idea che il denaro, la fama o la bellezza possano essere un antidoto alla fragilità», ha dichiarato. La sua analisi parte dalla possibilità che una crepa interiore non produca segnali evidenti e venga riconosciuta soltanto quando emerge una depressione, un esaurimento o una crisi.

Per Casiraghi filosofia e letteratura svolgono funzioni diverse ma complementari. La prima aiuta a ordinare i pensieri, la seconda permette di entrare in contatto con emozioni e sensazioni in modo più ravvicinato.


I libri ricevuti da Lagerfeld

L’interesse per la letteratura accompagna Casiraghi dall’adolescenza. Karl Lagerfeld ha alimentato quella curiosità regalandole nel tempo romanzi, saggi e raccolte di poesia.

Tra le letture ricevute figurano opere di Virginia Woolf, Katherine Mansfield, Rilke e Lou Andreas-Salomé, oltre a testi di filosofia tedesca. Lagerfeld le ha fatto conoscere anche Elizabeth von Arnim, autrice presente tra i riferimenti del volume.

La scrittura, però, non segue una tabella fissa. Casiraghi prova a dedicarsi ai testi nelle prime ore della giornata, ma le molte attività della sua vita le impediscono di parlare di una disciplina regolare. La crepa è già arrivato alla seconda ristampa per La nave di Teseo.

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