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Food 1 min di lettura5 giorni fa

Vino e Nutriscore, Frescobaldi rilancia: il nodo non è solo francese

Il produttore toscano difende l’energia commerciale dell’Italia, cita il successo del Prosecco e contrappone l’innovazione italiana a una Francia che, a suo dire, resta più legata ai modelli del passato.

L’uscita di Frescobaldi mette nel mirino non soltanto il rapporto tra Francia e vino, ma anche il peso che certe scelte culturali hanno sul mercato. Nel suo ragionamento, il punto non è una semplice preferenza nazionale: conta soprattutto la capacità di adattarsi ai consumi e di parlare a pubblici più ampi.


L’Italia come paese più capace di inventare

Il produttore toscano attribuisce all’Italia una maggiore attitudine imprenditoriale. A suo avviso, questa dote ha permesso di creare etichette capaci di attirare anche chi non frequenta il mondo enologico più tradizionale.

Tra gli esempi che cita c’è il Prosecco, descritto come un vino “democratico” e immediato, quindi più accessibile rispetto a una visione elitaria del settore. L’idea di fondo è che il successo passi anche dalla capacità di parlare a un pubblico largo, non solo agli appassionati.

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La Francia e il richiamo al passato

Nella lettura proposta da Frescobaldi, la Francia sarebbe rimasta più ancorata ai Bordeaux di epoca napoleonica. È da lì che deriva, secondo lui, una certa continuità con modelli storici meno flessibili.

In questo quadro si inserisce anche la risposta ad Axel Heinz, con il richiamo al tema del Nutriscore. Frescobaldi collega quella scelta alla cultura alimentare francese e sostiene che la cosa non lo sorprende, proprio perché quel sistema è nato in Francia.

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