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Food 2 min di lettura2 giorni fa

Torino, tra quartino e gelato: la nuova osteria popolare di Vanchiglia

Nel quartiere torinese arriva Quartin, un bar contemporaneo che unisce vini, assaggi piemontesi, focaccine e gelato soft al fiordilatte.

Vanchiglia conferma la sua anima poliedrica con un indirizzo capace di mettere nello stesso spazio vino e gelato, merende salate e cocktail. Quartin nasce come luogo informale in cui fermarsi senza fretta, tra richiami alle vecchie bocciofile piemontesi e soluzioni dal gusto attuale.


Un bancone per ogni momento

L’offerta parte dall’aperitivo, ma non si limita alle ore serali. Il menu propone olive piccanti, gorgonzola, cetriolini, grissini, peperoncini ripieni, salame, paglierina, taralli, alici con burro e un assortimento chiamato Cabaret Mix, pensato per assaggiare più proposte insieme: i singoli piatti costano tra 3 e 6 euro, mentre il mix viene 12 euro.

Tra gli sfizi ci sono anche diverse focaccine: semplici, con grana, edamer, prosciutto cotto, frittata oppure una versione vegetariana con formaggio e maionese. Il comparto delle bevande comprende birre alla spina, bibite, succhi, Crodino, Campari, alcuni cocktail e vini al calice; non manca il quartino, disponibile con bianco, rosso, Spritz o Vermouth.


Il gelato cambia compagnia

La proposta più curiosa è il soft serve, disponibile durante tutta la giornata in un’unica base al fiordilatte. A renderlo diverso ogni volta sono i topping: amarena con amaretto e cioccolato, babà con biscotti e meliga, gianduia con nocciole oppure tiramisù.

Per chi cerca qualcosa di più goloso ci sono anche Pippo il Biscotto, con il gelato racchiuso tra due cialde, e Pippo pucciato, completato con gianduia. Entrambi possono essere serviti al tavolo o scelti per l’asporto.

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Quartin recupera lo spirito dell’osteria

Il locale si trova in via Santa Giulia, nel cuore della zona serale di Vanchiglia. L’idea è quella di riportare in versione contemporanea il quartino delle vecchie osterie: un punto di ritrovo per bere, mangiare qualcosa e conversare, senza l’estetica costruita del finto vintage.

Anche il nome richiama il piccolo recipiente di vino associato ai pomeriggi tra carte e bocce. L’ambiente traduce questo riferimento con una vetrina schermata da una tenda gialla, un bancone ligneo, sgabelli alti e una postazione centrale destinata al servizio; il motto “Fai tu” compare su una tenda divisoria e sintetizza l’approccio confidenziale del bar.


Dettagli retrò, ma senza nostalgia

Gli interni mescolano materiali e oggetti dal sapore d’altri decenni: la paglia di Vienna, i marmi e il legno trattati con finiture opache ricordano alcuni locali degli anni Settanta. Il risultato non punta a ricostruire un’epoca, ma usa quei riferimenti in modo leggero.

Sopra il bancone spicca infine un grande ippopotamo rosso, sospeso come se galleggiasse nell’aria. È un elemento ironico che accompagna la filosofia di Quartin: un bar semplice e trasversale, dove il vino può incontrare il gelato e gusti molto diversi possono convivere.

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